?? Gli antichi frutti d’Italia s’incontrano a Pennabilli Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020Sabato 26 settembre all…

Sabato 26 settembre alle ore 14:00 sarà inaugurata, nella settecentesca chiesa di San Filippo, la mostra Pomologica e della Biodiversità.

Un trionfo di colori, sapori e profumi, celebrato da un’esposizione spettacolare.

Il mondo della frutta del passato era variegato e multicolore. Nella descrizione dei frutti antichi le denominazioni popolari spaziano dagli aspetti morfologici, organolettici, cromatici, olfattivi, in quanto si basano sui caratteri che sono riconoscibili attraverso i nostri sensi. La descrizione popolare delle varietà di frutti non è un semplice elenco di nomi, è molto di più: sono immagini dipinte con le parole di chi ha coltivato con passione, e persino amato tali frutti, strettamente legati alla vita di coloro che ci hanno raccontato quel mondo. Possiamo parlare di cultura delle colture, dove i frutti rappresentano metafore di vita vissuta.

Riassaporare quei frutti fa bene al corpo, alla mente, ai ricordi, all’ambiente, al nostro futuro.

“Vi aspettiamo a Pennabilli per regalarvi i sapori dell’infanzia” (Tonino Guerra)

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Per chi vule approfondire la lettura del post, qualche curiosità sulle mele:

Il nome dialettale di un determinato frutto aveva origine da vari riferimenti:

– geografici (Melo Durello di Ferrara, Pera Mora di Faenza, Pesca Bella di Cesena);
– al mondo animale (Mela Musabò, Susino Borsa de Brec);
– a figure religiose (Pera San Giovanni, Melo Santa Maria, Uva della Madonna);
– cromatici (Mela Ruggine, Mela Rosa, Pera Rossina);
– a personaggi o ai proprietari (Mela Imperatore, Pera di Marinello, Uva Veronica);
– temporali (Pera dell’Inverno, Pera Sementina, Mela Maggiola);
– a similitudini con altri oggetti o frutti (Pera Cocomerina, Pera Campanella, Pera Limone);
– ai luoghi (Pera dell’Aia, Mela dell’Orto, Melo della Selva);
– alle forme (Pesca Buco Incavato, Pero dalla Coda Torta, Pum Salam cioè mela lunga a forma di salame).

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Il Melo Sunaia: la varietà deve il nome a una divertente particolarità. Quando il frutto è maturo, i semi si staccano dentro l’involucro in cui sono contenuti e, se la mela viene agitata, producono un suono curioso. In passato, nelle campagne emiliane, si utilizzava questa mela per far giocare i bambini, che la usavano come un sonaglio.

La mela, spesso definita “frutto del benessere”, è importante sia per l’alimentazione che per la bellezza. Il termine “pomata” deriva proprio dalla polpa di questo frutto.

Il melo delle Casacce: durante la conservazione, la buccia diventa untuosa e in passato le ragazze usavano queste mele, strofinandole sul viso, per proteggere la pelle e mantenerla fresca e luminosa.

Il Melo di Alfero: la medicina popolare impiegava la mela lessata e mangiata come coadiuvante negli stati influenzali. Questa mela, oltre che buona, è caratterizzata da un profumo intenso e ne bastano poche per profumare per mesi le stanze o le cantine.

(testi tratti da i quaderni di Arpae – I frutteti della biodiversità in Emilia-Romagna)

? L’accesso al mercato degli Antichi Frutti nel centro storico, e l’accesso alla mostra Pomologica e della Biodiversità nella chiesa di San Filippo, è libero, nel consueto rispetto della normativa vigente.

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