A luglio il voto sui fondi Ue. Ma non ci sarà la scelta sul Mes

Next Generation Eu e il prossimo Quadro finanziario pluriennale al centro della conversazione telefonica tra Giuseppe Conte e il primo ministro olandese Mark Rutte. Così, in vista del Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio, il premier italiano ha cercato di ammorbidire i “Paesi frugali”, che considerano il piano troppo sbilanciato a favore del Sud dell’Europa, più colpito dalla pandemia.

Per questo, interverrà anche il ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola, che si presenterà di fronte al Parlamento olandese, per spiegare il negoziato. E, prima del prossimo Consiglio europeo, Conte “riferirà al Parlamento e ne raccoglierà l’indirizzo tramite il voto delle due Camere“. La data in cui il presidente del Consiglio chiederà il voto per ricevere un mandato dal parlamento sarebbe fissata, secondo quanto riporta la Stampa, per il 15 luglio.

Ma quel voto non comprenderà il Mes che, secondo il quotidiano, non dovrebbe essere presente nemmeno nella mozione che la maggioranza presenterà a Camera e Senato. Questo perché, come ha spiegato un ministro sentito dalla Stampa, “il 15 luglio serve un mandato al governo per chiudere un accordo a Bruxelles sul bilancio pluriennale e sul Recovery fund, il tema Mes non è all’ordine del giorno“. Così, l’assenza del Mes dal dibattito a Bruxelles potrà essere usata dal governo per respingere le mozioni di chi gli chiederà una risposta chiara al prestito, rischiando di metterlo all’angolo.

Il leader della Lega Matteo Salvini, infatti, sta già spingendo per il voto a settembre: “Diamo la parola agli italiani- ha ribadito ieri-Se c’è un governo unito e compatto che fa le cose, le faccia. Sarebbe più sano e normale far votare a settembre gli italiani per un governo stabile“.

Ieri, inoltre , Luigi Di Maio ha chiesto di procedere alla riforma fiscale su cui si discute da tempo: “Dal primo luglio sarà effettivo il taglio del cuneo fiscale che interesserà 16 milioni di lavoratori. Significa più soldi in busta paga, con aumenti fino a 100 euro al mese- ha spiegato in un post su Facebook-Non sarà la rivoluzione, ma è sicuramente un importante passo avanti”. Poi ha aggiunto: “Il prossimo dovrà essere una grande e ambiziosa riforma fiscale che dovrà interessare tutti, perché il tema delle tasse esiste e va affrontato con coraggio. È l’unica strada da intraprendere per sostenere famiglie, lavoratori e imprenditori”.

“La nostra linea- hanno spiegato da Palazzo Chigi, secondo quanto riferito dalla Stampaè chiudere un accordo sul Recovery fund e subito dopo, una volta fatto di conto e vedendo quale sia il reale fabbisogno, decidere quali strumenti attivare“. Solo allora si valuterà se chiedere il Mes o meno. Se si deciderà di chiederlo, servirà un altro voto per uno scostamento di bilancio, dato che il Mes produce debito: “Quindi non può certo bastare un voto su una risoluzione“, spiegano. Ma il voto in Senato del 15 luglio sarà una buona prova, per capire l’espressione della maggioranza.



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