Adesso volano stracci per le “poltrone d’oro”

Finito già nell’occhio del ciclone per l’autonomia eccessiva mostrata in certe scelte dal peso decisamente rilevante, in particolar modo quella relativa alle nomine di numerose società sotto il diretto controllo del Tesoro, Roberto Gualtieri continua ad essere un problema evidentemente non più trascurabile per la maggioranza giallorossa.

Così tanto che, appena due giorni fa, alcuni rappresentanti delle forze politiche che compongono l’esecutivo avevano partecipato ad un vertice a Palazzo Chigi per affrontare proprio la spinosa questione. Un dibattito durato ore, durante il quale, come riportato daRepubblica sono volati gli stracci tra i partecipanti, con gli esponenti giallorossi indispettiti per i veti opposti dal ministro dell’Economia alle nomine da loro avanzate. Società, peraltro, decisamente rilevanti, come alcune strettamente connesse a Ferrovie dello Stato e da essa controllate, quali Rfi, Trenitalia, Italferr, Mercitalia e Busitalia. Ma non solo. Si parla anche di Consip, società per azioni (il cui unico azionista è proprio il ministero del Tesoro) importantissima dato che rappresenta la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana. Nel gruppo si annoverano anche Poligrafo e Zecca di Stato, la Newco di Alitalia, Gse (Gestore servizi energetici), Gme (Gestore mercati energetici), fino ad arrivare anche ad Agcom e Privacy.

Tutte posizioni che fanno gola ai partiti di maggioranza, i quali chiedono di poter partecipare alle scelte senza lasciare tutto nelle mani di Gualtieri: la spinta non arriverebbe solo da Pd e Cinquestelle ma anche dal premier Giuseppe Conte. Proprio quest’ultimo si era visto rispedire al mittente dal ministro una nomina avanzata la scorsa settimana. Una situazione che si è ripetuta nei giorni successivi anche nei confronti degli esponenti di maggioranza del governo. Tutto ciò ha ovviamente creato uno stallo anche nelle stesse società interessate dai cambi al vertice, con mandati già ampiamente scaduti o in scadenza: conseguenza di questo il rinvio delle riunioni organizzate ad hoc.

Le frizioni tra Conte e Gualtieri si sono registrate anche nel momento in cui si è toccato il tasto dello scostamento di bilancio, col ministro che non vorrebbe allontanarsi troppo rispetto ai previsti 10 milairdi ed il premier propenso a raddoppiare la posta.

Le voci di corridoio che riferivano addirittura di un Dpcm finalizzato ad attribuire a Ministero dell’economia e delle finanze, ed in particolar modo al dipartimento del tesoro, una certa autonomia nelle nomine ai vertici di società controllate dallo Stato, ha agitato i sonni di tanti nella maggioranza. Ecco il perchè di riunioni e chiarimenti, ancora ben lungi dall’essersi conclusi.



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