Al via il decreto complicazioni “Doppia domanda per la Cig”

Il governo delle semplificazioni complica le procedure, già molto ingarbugliate della cassa integrazione guadagni. A pochi giorni dall’approvazione del decreto «madre di tutte le riforme» l’ufficio legislativo del Ministero del Lavoro guidato da Nunzia Catalfo ha inviato all’Inps una nota che raddoppia i passaggi burocratici necessari per i recuperi delle prime nove settimane e l’accesso alle ulteriori cinque settimane di cassa integrazione.

Le imprese dovranno presentare due domande distinte, una per i giorni di Cig già trascorsi e un’altra per beneficiare degli ammortizzatori sociali per i periodi successivi rispetto alle nove previste inizialmente.

In altre parole, per accedere alla proroga degli ammortizzatori sociali prevista dal decreto Rilancio, serve un’altra domanda. Procedure complesse da ripetere, anche se i dati sono identici.

Il ministero del Lavoro bacchetta l’Inps anche perché non ha specificato che per usufruire della proroga dello stesso decreto «occorre che siano state già richieste ed interamente godute le 9 settimane inizialmente previste».

La nota entrerà nell’ampia collezione di documenti varati dal governo per accedere alla cassa. Nei giorni scorsi Il Sole 24ore aveva calcolato che dal 12 marzo sono stati emanate dall’Inps 26 tra circolari, più le varie disposizioni interne, come quest’ultima.

Le aziende sperano si tratti di un errore e che la doppia richiesta sia smentita dal governo. «Una duplicazione degli adempimenti formali e i momenti di verifica che renderebbe ancora più lento e farraginoso l’accesso agli strumenti», ha denunciato Confesercenti.

Il doppio passaggio colpisce in particolare le piccole imprese che più hanno risentito della crisi, in primo luogo quelle del commercio. Quelle che non si possono permettere uffici dedicate alla compliance aziendale.

«Il percorso per accedere ai benefici della cassa integrazione è un inferno della burocrazia ed è stato ulteriormente complicato – spiega Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti – dal continuo susseguirsi su base giornaliera di decreti interministeriali, circolari Inps e del Ministero del Lavoro spesso in contraddizione tra loro. Un caos burocratico cui si sommano anche i ritardi di erogazione delle prestazioni legate al Fondo di integrazione salariale».

Un mese fa le richieste di Cassa integrazione da evadere erano ancora 420 mila. Ieri l’Inps ha diffuso i dati aggiornati secondo i quali su 7,6 milioni di richieste, sono stati pagati assegni per 7,3 milioni di prestazioni. I lavoratori che non hanno ricevuto un pagamento fino al 7 luglio, aggiunte l’Inps, sono 89.004.

Secondo i dati diffusi ieri a un seminario del Think Tank Welfare Italia, sviluppato da Gruppo Unipol con The European House Ambrosetti al quale ha partecipato Stefano Scarpetta direttore del dipartimento Lavoro dell’Ocse, il 45% dei lavoratori italiani è stato coinvolto nella Cassa Integrazione o in generale nelle misure governative di sostegno al reddito da lavoro.

Un altro fronte che si sta riaprendo è quello relativo all’assegno per i professionisti iscritti alle casse private. Come era già successo con l’assegno di aprile, anche quello di maggio non sta arrivando. Manca il decreto interministeriale necessario a sbloccare l’erogazione, che è curata dalle casse dei lavoratori iscritti agli ordini. Dovrebbe arrivare a giorni, assicurano fonti del governo. In ritardo.



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