Augias e la confusione del presente

TRIESTE, 03 OTT – CORRADO AUGIAS, BREVIARIO PER UN CONFUSO PRESENTE (Einaudi, pp. 184, euro 18.50) Breviario, ovvero compendio, estratto, catalogo o inventario, insieme del sapere e anche libro sacro, rituale. Parte dal nome la teoria della conoscenza dell’ultimo volume di Corrado Augias, Breviario per un confuso presente appunto, che non vuole mettere ordine ma sicuramente allineare in uno spazio di conoscenza gli elementi che compongono l’oggi e praticarne la caotica liturgia.

Non c’è lo sforzo di capire perché Augias sa bene che nella sovraesposizione, nell’eccesso di informazioni dove si trova tutto e il suo contrario, sarebbe inutile cercare di spiegare. C’è però l’arte portentosa di infilare in una sorta di collana di perle, uno per uno, i nodi di questo appunto confuso presente. Del resto, come spiega bene l’autore, oggi Giordano Bruno non sarebbe finito sul rogo, e nemmeno Galileo Galilei avrebbe avuto bisogno di rinnegare le sue teorie e fare abiura per il timore di avere la stessa sorte: nessuno avrebbe creduto a nessuno dei due o comunque le loro parole sarebbero presto annegate in un mare di teorie contrastanti. Un esempio calzante, quanto drammatico, su quello che può essere oggi la teoria della conoscenza, come del resto abbiamo clamorosamente vissuto nel momento della Pandemia.

Si leggono così i 28 piccoli saggi che compongono questo bel volume, più o meno brevi riflessioni che spaziano dall’intelligenza artificiale alla politica, dal valore della leadership al fascismo, da Spinoza all’insegnamento della storia, dalla nascita dell’ euro al porno. In un fiume di riferimenti e letture, anzi esaltando ad ogni pagina il valore indiscutibile della lettura. Si parte anzi da Petrarca, da quel suo ”sentirsi al confine tra due popoli” che ad Augias sembra calzante definizione del presente. ”Viviamo anni rivoluzionari – scrive – in cui scompaiono abitudini consolidate, canoni politici, riferimenti culturali ed etici che a lungo hanno dato fisionomia alla nostra civiltà”. Insomma siamo in un mondo travolto dai barbari.

Senza dimenticare quanto tutto questo sia stato accelerato dalla tragedia della pandemia, i suoi antenati letterari, nel gioco della memoria che per Augias è faro per un tentativo di lettura di quello che ci accade. Alla fine la sostanza affascinante del libro è che si tratta di una sorta di autobiografia in cui Augias, giornalista e scrittore dall’insaziabile curiosità, tocca temi del passato a lui cari, lancia verso il futuro le sue domande irrisolte, spaziando in ogni campo dello scibile umano che è poi sostanza stessa dell’oggi. Un’intervista al tempo che viviamo insomma, che è confuso per indole ed è per questo, Augias lo sa, veramente rivoluzionario. Verso quel futuro l’autore ci accompagna con la sapienza di chi sa porre le domande a se stesso e agli altri.

Breviario per un confuso presente sarà protagonista del festival Link a Trieste sabato 3 ottobre alle ore 18.00. Ne parlerà l’autore.


Fonte originale: Leggi ora la fonte