Aumentano le task force: ora anche Gualtieri se ne fa una

Quello Conte sarà ricordato anche come il governo delle task force. Ormai si è perso il conto di quante ne sono state create per affrontare l’emergenza coronavirus. Necessità, si direbbe. Eppure con la fine, per fortuna, del lockdown non è terminata la voglia di creare gruppi di esperti in qualche settore. Un po’ come se questa fosse la moda del momento. Uno status symbol messo in campo quasi a sostituire le tanto discusse auto blu, nel mirino dei grillini perché quasi sinonimo di “casta”. Ma la task force è diversa, un tratto distintivo nuovo, non ancora investito da polemiche e, per questo “utilizzabile”.

Come racconta Il Tempo, ieri un emendamento Pd al decreto Rilancio ha creato le condizioni per la nascita di un nuovo team di superesperti. La selezione dovrebbe riguardare risorse specializzate nella contabilità delle opere realizzate con la formula privato-pubblico usando il contratto di partenariato o project-financing.

Per tale scopo sono stati stanziati 100mila euro nel 2020 e 200mila per il 2021 (senza fissare un limite) per selezionare esperti che dovranno controllare i conti relativi alle operazioni di finanza di progetto. Le verifiche devono essere trasmesse correttamente alla Ragioneria generale dello Stato che ha il compito di monitorarli nell’ambito del rispetto del Patto di stabilità europeo.

Dall’opposizione è stato, però, fatto notare che così facendo del denaro pubblico finirà nelle tasche di consulenti contabili esterni all’amministrazione. I partiti della minoranza hanno protestato riuscendo solo ad ottenere la possibilità di far svolgere una selezione pubblica per la scelta dei nuovi esperti. Questa è stata l’unica concessione fatta a Fratelli d’Italia, e in particolare a Paolo Trancassini, membro della commissione Bilancio della Camera.

Ma è davvero necessario coinvolgere nuove figure visto che di persone con profili adatti con competenze economiche già sono a disposizione? Ancora Il tempo rammenda che l’elenco dei dirigenti che figura sul sito del Mef è vastissimo e comprende di risorse ai quali affidare i compiti dei quali parla l’emendamento. I dirigenti di prima fascia, quelli con incarichi di più alto livello, sono 34: di questi, tre in posizione fuori ruolo, uno in comando, uno in distacco e due in aspettativa. Gli altri 27 hanno già incarichi di funzioni dirigenziali in corso: sostanzialmente, quindi, l’ingresso di forze nuove potrebbe anche essere giustificato.

Diverso il discorso per i dirigenti di seconda fascia che comprendere figure in linea con il profilo della nuova task force. In carico al ministero dell’Economia ne risultano 458, di cui solo 22 hanno un incarico dirigenziale. Senza dimenticare che ci sono oltre 12mila dipendenti che lavorano negli uffici del dicastero.

I numeri sono ampi. Eppure si vuole pescare un jolly dall’esterno. Chissà se poi la Corte dei Conti, che più volte ha ricordato come nei ruoli dello Stato si entra solo con un concorso pubblico, si attiverà.



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