Autostrade, i renziani incalzano Giuseppi: “Ora spieghi il caos”

Coda polemica. Il traffico impazzito sulle autostrade liguri continua, complici i cantieri e i lavori di manutenzione, ma la situazione scatena una ridda di polemiche politiche e di accuse incrociate tra Autostrade per l’Italia, Aiscat e Mit. Il governatore ligure Toti se la prende con chi si è deciso ad aprire i cantieri solo ora, e non durante il lockdown, Autostrade ricorda che manutenzioni e ispezioni a tappeto sono scattate in seguito alle prescrizioni del Mit di fine maggio, l’Aiscat denuncia le regole «speciali» imposte dal Mit solo in Liguria. E mentre code e ingorghi funestano anche il primo ponte di luglio a Genova e dintorni, con presidi di protesta ai caselli (anche ieri lunghe code peggiorate dall’arrivo dei turisti, mentre 600 persone al casello di Masone, sulla A26, hanno manifestato contro il caos-autostrade), Italia Viva mette nel mirino il premier. «Invece di andare al cinema, Conte farebbe bene ad andare in tv a spiegare a famiglie, lavoratori, aziende perché da settimane le autostrade della Liguria sono nel caos, con disagi pesantissimi. I cittadini meritano spiegazioni, scuse e risarcimenti», twitta il deputato Michele Anzaldi. Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, chiede addirittura la testa del ministro Paola De Micheli. «Sono settimane che la Liguria è bloccata, isolata da code chilometriche per cantieri infiniti. Per tutta la settimana ci sono state colonne infinite di camion, oggi venti chilometri. Questo blocco sta tagliando le gambe al Porto di Genova e al turismo ligure, con gravissime ripercussioni economiche». In serata la replica del ministro: «Il Mit -spiega – a fine maggio non ha modificato in alcun modo gli obblighi e le modalità di ispezione delle gallerie. I disagi si esauriranno nei prossimi giorni».

Toti, intanto, ha presentato un esposto in procura per denunciare il caos provocato dal massiccio piano manutenzioni, annunciando di voler chiedere al Mit «una maxi richiesta di risarcimento». Il presidente della Regione Liguria è su tutte le furie soprattutto per la tempistica perché quei cantieri aperti «dopo non aver lavorato 30 anni», spiega Toti, sembrano «un dispetto a chi si sta rimboccando le maniche e ricomincia a lavorare». Perplesso anche il direttore generale di Aiscat, Massimo Schintu, che spiega come «in Liguria si è generata una situazione assurda» perché «il Mit, da un momento all’altro, ha cambiato le carte in tavola e ha imposto una normativa rigidissima e insostenibile solo ad Autostrade per l’Italia e solo per la rete ligure». È qualcosa più di un dubbio, insomma, che i cittadini imbottigliati in coda in piena estate stiano pagando la guerra dichiarata dai pentastellati ad Autostrade per l’Italia. Una partita delicatissima che si gioca tra la ricerca di una soluzione da parte del Governo e l’intransigenza di quanti nel M5s vogliono la revoca della concessione tout court. Palazzo Chigi starebbe valutando tre ipotesi: l’acquisto da parte dello Stato del 50% delle quote di Aspi, l’ingresso del socio pubblico nella stessa Atlantia, la società con cui i Benetton controllano Autostrade, o il subentro nella gestione della rete con l’assunzione dei 7mila dipendenti Aspi da parte di Anas, che però sembra un’ipotesi residuale. Ma, come detto, molti tra i Pentastellati, come il senatore Andrea Cioffi, sono per la soluzione più drastica: revocare la concessione.



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