“Che tempo che fa” pure in Ue: lezioncine da Saviano e Fazio

Un incontro a tutta sinistra quello organizzato dal presidente del parlamento europeo David Sassoli, il quale lunedì scorso ha partecipato ad una videoconferenza online che ha avuto come ospiti personaggi del “calibro” di Fabio Fazio, Roberto Saviano ed Edgard Morin.

Il talk show dal chiaro intento propagandistico, fortemente voluto dall’ex giornalista del Tg1 poi entrato nel Pd, è stato addirittura annunciato sul sito del parlamento europeo, andando in diretta il 6 luglio alle ore 15.00. Tema della discussione: “Idee per un nuovo mondo – Europa, il cambio di paradigma nell’Europa post-Covid”.

Come anticipato, a prendere parte al dibattito, oltre a Sassoli, anche lo scrittore Roberto Saviano, il giornalista Fabio Fazio, che ha ricoperto il ruolo di moderatore, ed il filosofo francese Edgard Morin. Tutti ovviamente con idee ben definite, decisamente schierate ed allineate, con buona pace della par condicio, messa opportunamente da parte.

Lo zelante Sassoli annuncia di volerci dare delle risposte sull’Europa del futuro, questo, almeno in facciata, lo scopo della chiaccherata “informale” tra i personaggi presenti.

Approfittando del ricordo di Morricone, “non solo perchè italiano, ma perchè è un cittadino del mondo”, con valori“aldilà dei confini”, il tiro si sposta proprio sull’Europa intera, la nuova Europa post-Covid senza frontiere, dato che “proprio di confini non vogliamo parlare”.

Non solo Fazio, Saviano e Morin, l’Ue prepara un “ciclo di incontri”, annuncia Sassoli, con personalità pronte ad esprimere la propria opinione, che probabilmente non si discosterà molto dalle linee già tracciate.

Quando Fazio imbocca Morin, fornendogli l’assist per parlare della crisi del progresso e del senso di “onnipotenza” di chi pensava che esso sarebbe stato inarrestabile, il filosofo francese “dribbla” il problema del Covid e si lancia invece in una critica dell’Europa e delle sovranità nazionali.“L’Europa era in crisi già prima, per la sua incapacità di arrivare ad un’unità politica e un’unione più stretta, che andasse oltre la sovranità. L’Unione si è occupata soprattutto di economia, più che di politica. Si è venuta a creare una tecno-burocrazia, che è stata accaparrata da potenze legate al denaro. L’Europa ha perso vitalità e la vitalita che le è rimasta risiede nella speranza che il Parlamento europeo possa dare un contributo”.

Poi è il turno di Saviano, che si dice “contento che il presidente Sassoli abbia deciso di affrontare i grandi temi dell’Europa partendo da intellettuali e da dibattiti filosofici”. Parte la tanto attesa arringa buonista dello scrittore campano, che tenta di lanciarsi in una definizione filosofica dai toni altisonanti per darsi un contegno:“Nel momento in cui la democrazia smette di essere un muscolo culturale perde il suo senso primo. Ed è ciò che è successo col Covid ed ho vissuto negli Stati Uniti: non trovare una visione condivisa, quindi umanista, della gestione, ha mostrato la fragilità della democrazia”.

“Uno dei pericoli più grandi che sta vivendo l’economia europea, l’economia democratica, risiede nella vittoria che stanno avendo sul mercato le imprese di paesi totalitari. Ed il messaggio che arriva è che in qualche modo la democrazia è un affare da privilagiati”.

“Questa crisi ci fa capire che c’è un prima e c’è un dopo”, attacca Sassoli a domanda di Fazio sulla consapevolezza dell’Europa di quello che dovrebbe essere il suo ruolo. “Bisogna trarre delle lezioni. La riflessione dovrebbe liberarci dal passato. Questa emergenza ci fa vedere degli elementi di un mondo nuovo, la politica deve adeguarsi”.



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