“Commissione d’indagine”. Il centrodestra ora invoca giustizia per Berlusconi

«Altro che game over, piuttosto dobbiamo dire game open. Siamo pronti a batterci per una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia». Forza Italia, dopo le clamorose rivelazioni del giudice Amedeo Franco e la sentenza del Tribunale civile di Milano che smonta le motivazioni della condanna di Silvio Berlusconi, rialza la testa e passa al contrattacco. In mattinata Antonio Tajani, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini convocano una conferenza stampa e scelgono, non a caso, Palazzo Madama per commentare la svolta e avanzare come risarcimento minimo la nomina a senatore a vita del Cavaliere. Dai profili social azzurri, poi vengono lanciati due hashtag: #veritàperBerlusconi e #nousopoliticogiustizia. Il tutto mentre a Montecitorio viene sospesa la seduta dopo che il gruppo di Forza Italia espone in aula cartelli con su scritto «Verità per Berlusconi» e «Giustizia per Berlusconi».

«Siamo qui al Senato: nell’aula di questa assemblea sedeva Silvio Berlusconi, illegittimamente espulso a causa di una sentenza poi applicata retroattiva e che ieri si è dimostrata infondata dal punto di vista giuridico: una sentenza che ha smantellato l’ipotesi che ci fosse stata nella vicenda Mediaset una frode fiscale. Tutto si è svolto regolarmente», dice Tajani. «Una sentenza che non è stata sbagliata solo per imperizia ma perché c’era la volontà politica di colpire il leader della più grande forza politica del Paese». Per il vicepresidente di Forza Italia non c’è in ballo soltanto la riabilitazione del Cavaliere. «Silvio Berlusconi come Dreyfus. Quando Zola si batteva per lui si batteva per un principio e noi lo facciamo per tutti i cittadini italiani».

Sul tasto dell’universalità della questione Berlusconi batte con forza anche Anna Maria Bernini. «Sappiamo benissimo che non si può tornare indietro restituendo al Paese gli equilibri politici voluti dagli elettori, ma ci batteremo affinché l’uso politico della giustizia sia definitivamente archiviato e quanto accaduto a Berlusconi non debba capitare più ad alcun cittadino italiano. È un impegno che ci assumiamo solennemente, è un modo per risarcire il nostro leader, da una ingiustizia terrificante. Non basta la verità storica che sta emergendo adesso in maniera lampante». Mariastella Gelmini, invece, è pronta a lavorare per la creazione di una commissione d’inchiesta. «Noi siamo qui a presentare una proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia negli ultimi 25 anni e ci auguriamo che la solidarietà espressa oggi al presidente di Berlusconi sia accompagnata dalle firme di tutti i gruppi parlamentari alla nostra proposta». Licia Ronzulli, invece, lancia la proposta della nomina a senatore a vita. «Berlusconi deve essere risarcito, soprattutto politicamente. Perché ciò avvenga dovrebbe essere nominato senatore a vita, visto che a causa di questa sentenza taroccata è stato estromesso dal Senato dove non si è potuto neanche ricandidare».

Un riconoscimento dell’anomalia Berlusconi arriva anche dagli alleati. «Dopo le intercettazioni di Palamara contro il sottoscritto, spunta un altro audio di un magistrato che ammette l’uso politico della giustizia: solidarietà a Berlusconi per il processo farsa di cui è stato vittima. È l’ennesimo episodio che ci ricorda la necessità di una riforma profonda» dice Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni, invece, «fa rabbrividire l’idea che la legge non sia uguale per tutti e ci siano giudici che utilizzino il loro potere per colpire qualcuno. È un affronto a tutti quei servitori dello Stato che ogni giorno fanno il loro lavoro e sono in trincea». Qualcosa si muove anche nella maggioranza. Se Matteo Renzi dice che «in un Paese serio su una vicenda del genere non si può fare finta di nulla», Roberto Giachetti annuncia che firmerà «a titolo personale» la proposta di legge di Forza Italia per l’istituzione di una Commissione di inchiesta sull’uso politico della giustizia negli ultimi 25 anni.



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