‘Contro il calcio moderno’, fenomeno da rito a merce

(ANSA) – BARI, 28 OTT – Il calcio moderno come fenomeno sociale trasfigurato da una deriva economicista: è questa la tesi di ‘Contro il calcio moderno’ ( Odoya editore, pp. 190, euro 14,), l’ultimo saggio del giornalista-scrittore della Gazzetta dello Sport, Pierluigi Spagnolo. Il volume dell’autore barese, già ai primi posti delle vendite nelle librerie digitali a pochi giorni dall’uscita, analizza l’evoluzione del calcio da una prospettiva popolare e comunitaria, fondata sulle riflessioni di Desmond Morris con ‘La tribù del calcio’. Il libro ha una stringente attualità, legata all’esclusione a causa del Coronavirus, dei tifosi dagli stadi: “Il sospetto – scrive Spagnolo – è che la paura del ritorno del Covid o di nuove pandemia, possa diventare un efficace pretesto per portare a termine il progetto: trasformare il calcio in un fenomeno esclusivamente televisivo, che sempre più di frequente si svolgerà a porte chiuse. O socchiuse, con pochissimi tifosi sulle tribune, scelti dalle rispettive società, seduti e silenziosi. Oppure con il pubblico sostituito da sagome di plastica, fantocci colorati o bambole gonfiabili, proiettando cori registrati, com’è successo dalla Germania alla Bielorussia, dalla Danimarca alla Corea del Sud”. Ma qual è il calcio popolare che difende Spagnolo? E’ la liturgia collettiva che ha segnato il Novecento, con le gradinate come laboratorio interclassista di contaminazione sociale, con il tifo organizzato dagli ultras cardine di una declinazione identitaria dell’appartenenza territoriale, con originalità e anche propensione alla satira (in alcuni casi caduta in eccessi deprecabili). Spagnolo auspica una riconnessione tra tifoserie e club non solo in chiave di sfruttamento commerciale dei brand, ma di visione non economicista dello spazio sociale legato al calcio, oltre la linea del “tifa, consuma, crepa”, dei top player che mercificano ogni contenuto e della deriva finanziaria legata all’ingresso nelle società dei fondi di investimento.
    Dopo il best seller ‘I ribelli degli stadi’, questa ricerca di Spagnolo ne conferma la vocazione all’approfondimento sociologico, sulla scia degli scritti pallonari di Valerio Marchi e Massimo Fini. (ANSA).
   


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