Decreto impantanato tra sprechi e cavilli

Il dl Rilancio continua comunque a essere impantanato nella commissione Bilancio della Camera anche se ieri, a partire dalle 16, sono partite le votazioni sugli emendamenti. Tra le proposte approvate un bonus fino a 2mila euro lordi per medici, infermieri e tutto il personale sanitario impiegato nelle terapie intensive, commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza Covid. «Evviva. Approvata la proposta della Lega per dare un riconoscimento economico vero a medici, infermieri e personale sanitario. Volere è potere», ha commentato Matteo Salvini. Ok anche alla stabilizzazione dei precari della sanità con almeno 3 anni di servizio al 31 dicembre prossimo, all’indizione dei concorsi per l’assunzione di personale tecnico-amministrativo nel Ssn e all’istituzione della scuola di specializzazione in cure palliative. Un altro emendamento prevede, invece, che la Ragioneria generale dello Stato possa avvalersi, nel limite complessivo di spesa di 100mila euro per il 2020 e di 200mila euro annui dal 2021, di esperti per la definizione del trattamento statistico e contabile del partenariato pubblico-privato nell’ambito delle opere edilizie per il riordino della rete ospedaliera. Tutte spese che, con un ok ai 37 miliardi del Mes, graverebbero meno sul deficit.

Decisa, inoltre, la proroga degli sfratti fino a fine 2020. «È un atto da irresponsabili e un insulto al diritto di proprietà. Gli italiani che hanno appena versato i primi 11 miliardi dell’Imu 2020, che il governo non si è neppure degnato di rinviare, se ne ricorderanno». Così il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha manifestato il dissenso dei proprietari immobiliari.

In commissione Finanze alla Camera, intanto, si lavora al rinvio delle scadenze fiscali. «È urgente e necessario che il Dpcm per il rinvio al 20 luglio delle scadenze Irpef, Ires e Iva venga licenziato. Mancano solo due giorni al 30 giugno e il rischio è una stangata fiscale per le imprese e i contribuenti», hanno dichiarato i deputati M5s sottolineando che è stato già presentato un emendamento per rinviare le scadenze al 30 settembre e «garantire alle nostre imprese un’estate meno complicata, aiutandole a ripartire» Nel frattempo, però, occorre rinviarle almeno al 20 luglio altrimenti tutto potrebbe essere inutile.

«Le aziende sanno bene che oggi esiste la possibilità di differimento al 30 luglio previa maggiorazione dello 0,40%, per questo motivo, vista la convergenza di maggioranza ed opposizione e la posizione espressa dalla commissione Finanze sarebbe opportuno intervenire quanto prima», ha chiosato il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa (M5s). «Il Parlamento – ha aggiunto – verrà convocato nuovamente per votare lo scostamento. Condivido le valutazioni del presidente Conte e credo sia opportuno predisporre un intervento fino a 20 miliardi. Per questo motivo è importante non limitarsi alle risorse stimate a oggi ed evitare di riconvocare il Parlamento una terza volta».



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