Ecco la vera emergenza 791 migranti in 48 ore, “quarantena” in strada

Il premier Giuseppe Conte vuole pieni poteri, con la scusa dell’emergenza Covid, fino al 31 dicembre prossimo, forse nella speranza di allungare il suo ormai decadente mandato, ma ignora un problema ben più grande, quello dell’invasione di migranti, che sta paralizzando il Sud Italia. Ieri anche il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha sottolineato che il silenzio assordante del presidente del Consiglio e del suo governo è imbarazzante.

«Il presidente della Regione – ha detto ieri – oggi è a Lampedusa per prendere coscienza di quello che sta accadendo, mentre da diverso tempo invito il presidente Conte a controllare lo stato di emergenza e l’unica risposta è un silenzio assordante». Per poi proseguire: «Chiedo ufficialmente al premier di venire a Lampedusa insieme al governatore o altrimenti ci convochi a Roma per esaminare lo stato di calamità dichiarato dalla Regione».

Il presidente Musumeci ieri ha visitato l’hotspot di Lampedusa e ha annunciato che la Regione fornirà l’isola dei test per il Covid da fare sui migranti sbarcati. «Possiamo mettere a disposizione quanto serve per effettuare i tamponi e i test sierologici e lo faremo da lunedì – ha detto – perché abbiamo assicurato al sindaco che verremo incontro a un adempimento che è di competenza statale. Mi pare che l’Usmaf e il proprio personale in questo momento si siano resi latitanti».

Dopo l’ondata di venerdì, ieri ancora approdi: in tutto sono 791 le persone arrivate in 48 ore. Visto che l’hotspot è ormai colmo, molti clandestini hanno dovuto dormire sul molo Favarolo e in strada. È una situazione di estrema emergenza che continua a essere ignorata da un governo che, nonostante abbia fatto un decreto che chiude i porti italiani perché insicuri a causa del virus, fa sbarcare gente potenzialmente malata, in arrivo dall’Africa su barconi o sulle navi Ong, ormai diventate veri e propri taxi del mare. Un esecutivo che vuol smantellare i Decreti sicurezza di Salvini nella speranza di ottenere consensi dagli operatori della macchina dell’accoglienza, mentre i cittadini italiani rischiano una nuova pandemia e le forze dell’ordine impegnate in Sicilia iniziano a lamentarsi senza sosta. Nei giorni scorsi problemi ci sono stati anche a Monastir, in Sardegna, dove il sindaco Luisa Murru riprende una protesta dell’onorevole Salvatore Deidda (Fratelli d’Italia) e del Sap (Sindacato autonomo di polizia) ed esprime la sua rabbia.

«Non appena ho avuto notizia dell’uscita dal centro di numerosi migranti in quarantena – ha scritto il primo cittadino – , ho chiamato la prefettura per avere chiarimenti su quanto sta accadendo. Sono preoccupata per queste ‘fughe’, sia dal punto di vista della sicurezza che da quello sanitario, anche se i migranti in questione sono risultati tutti negativi ai numerosi accertamenti fatti. Si tratta da parte loro – continua – di un comportamento scorretto e irresponsabile, che rischia di minare l’integrazione e il rapporto di fiducia che nel tempo si sono instaurati tra i miei concittadini e gli ospiti del Centro e che pone seri problemi di sicurezza».

Intanto, dalla Libia e dalla Tunisia nuove imbarcazioni sono pronte a partire, complice il bel tempo e il mare calmo. Il numero degli sbarchi è quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nei primi dieci giorni di luglio del 2019 arrivarono in Italia 3.165 clandestini; quest’anno ne sono giunti 8.087. Un dato che fa capire come si sia tornati ai tempi del governo Renzi, quando l’Italia era invasa da migliaia di migranti e gli italiani venivano dopo chi entrava pur non avendone diritto.



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