Egitto: Amnesty, le pressioni pagano, agire per Zaky

(ANSA) – BOLOGNA, 07 LUG – “Certo 500 giorni di carcere per
uno studente che aveva solo innalzato un cartello per chiedere
la libertà per i prigionieri è un tempo enorme, però questa
storia ci insegna che le pressioni a un certo punto pagano”.
    Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia,
commenta all’ANSA la scarcerazione di Mohamed Amashah, cittadino
con doppia cittadinanza Usa ed egiziana, detenuto senza processo
in Egitto, e rinnova l’appello al Governo italiano affinché
prema col Cairo per la liberazione di Patrick George Zaky.
    Il presidente americano Donald Trump, continua Noury, “è
riuscito a far scarcerare un cittadino egiziano e americano.
    Speriamo che Giuseppe Conte, che vanta e rivendica rapporti
ottimi con Al Sisi, riesca a fare molto prima per ottenere la
scarcerazione di un cittadino egiziano e onorario bolognese”.
    Zaky, studente 29enne egiziano iscritto a un master
all’Università di Bologna, è in carcere in Egitto per reati
d’opinione da più di 150 giorni, da inizio febbraio. La prossima
udienza per il rinnovo o meno della detenzione, dopo estenuanti
rinvii spesso senza nemmeno la presenza degli avvocati, sarebbe
fissata al 12 luglio. Nei giorni scorsi l’Egitto ha annunciato
una grazia per 530 detenuti per decongestionare le carceri e
Amnesty chiede che il Governo italiano faccia pressione affinché
lo studente dell’Alma Mater possa beneficiarne. Pochi giorni fa
alla famiglia del ragazzo è stata recapitata una sua lettera dal
carcere: “Sto bene, mi mancate, tornerò libero”, ha scritto.
    (ANSA).
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte