Elisa: ‘Il futuro è sostenibilità e inclusione’

Sostenibilità, solidarietà, inclusione e partecipazione attiva. Sono queste le parole chiare per il futuro post-covid dei giovani secondo la 18enne Elisa Cremona, volontaria di Younicef. “L’epidemia causata dal nuovo Coronavirus ci ha insegnato che l’unione fa la forza e che anche la più piccola delle azioni può avere effetti – benefici o non – sulla collettività – scrive Elisa -. Durante il lockdown sentimenti positivi sembravano essere stati rispolverati dagli armadi degli italiani, con mio grande rammarico però, più il tempo avanza più le persone sembrano tornare indietro su ogni passo positivo fatto”. “Per questo motivo i giovani italiani hanno gridato a gran voce ‘no’ davanti a un finto cambiamento, la vecchia normalità problematica mascherata da progresso sterile. Attraverso il sondaggio lanciato da UNICEF ‘The Future We Want’ ed il Manifesto per il Futuro che noi adolescenti abbiamo scritto, risulta chiara la piega che il futuro dovrà prendere per adattarsi alle esigenze delle nuove generazioni che, troppo spesso, non vengono coinvolte nemmeno nei processi decisionali che li riguardano in prima persona”.

“Inclusione sociale per promuovere la parità e politiche green sembrano essere tra le priorità di adolescenti e giovani adulti; che cercano di costruire un avvenire accessibile e soprattutto sostenibile a lungo termine, allo scopo di promuovere salute fisica e mentale, stabilità economica anche nelle classi meno abbienti, partecipazione attiva e comune sostegno cittadino – sottolinea -. Il Paese deve ripartire dai giovani e investire su di loro, ascoltandoli e accogliendoli nel sistema come parte integrante di presente e futuro allo stesso tempo. Come da molti sostenuto infatti, il valore di una nazione si misura molto spesso in proporzione all’investimento sui propri ragazzi”.

“Ancora siamo lontani da una vera e propria ripartenza – spiega ancora la volontaria – ed il futuro, quello più prossimo e temuto, rimane ancora un grande punto interrogativo nelle vite di tutti noi. Ci saranno altre quarantene? Vivremo una crisi economica peggiore di quella del 2008? I bambini torneranno tra i banchi a settembre? Le donne saranno lavorativamente penalizzate dalla situazione di emergenza? I punti in questione non fanno che diventare sempre più imponenti. Nonostante ciò diverse proposte sono state avanzate, dagli stessi giovani che molti ritengono ‘fannulloni’, dando così risposte concrete a domande apparentemente astratte. Tra queste la lotta contro la discriminazione rimane sempre al centro di tutto, cercando metodi inclusivi per educazione, salute e sport, allo scopo di incrementare la socialità e la fiducia nella comunità, attraverso sconti bonus e attività dedicate proprio alle categorie giovanili più fragili. In breve, il futuro che vogliamo accoglie sorridendo le nuove generazioni, senza lasciare indietro nessuno”.

“Più spesso di quanto si possa pensare – conclude Elisa -, le risposte risiedono nelle menti più fresche, non ancora ammaccate dagli anni che passano. Perché se è vero che il tempo porta consiglio è altrettanto vero che solo la positività e la fiducia nell’essere umano che noi adolescenti possediamo, possono farci vedere un bagliore bianco in fondo al tunnel”.
   


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