Elisabetta Sgarbi, Colibrì meritava Strega

(ANSA) – ROMA, 04 LUG – E’ il primo Premio Strega de La nave di Teseo, a 5 anni dalla nascita della casa editrice, quello vinto da Sandro Veronesi con ‘Il colibrì’. Un enorme risultato e un momento speciale anche per l’editore del libro? “Certamente c’è grande gioia e soddisfazione. Però con il pensiero rivolto a tre amici della Nave che hanno creduto in questa avventura e che non ci sono più e che amavano Sandro Veronesi: parlo di una straordinaria editrice, Nicki Fasquelle, prima lettrice di Veronesi, che ebbe il merito di portare da Grasset Caos Calmo nel 2006, moglie di Jean Claude Fasquelle. Ovviamente Umberto Eco e infine Sergio Claudio Perroni che di Sandro fu amico, agente e editor. In questo momento di gioia, per Sandro e la casa editrice, una dedica speciale a loro. E poi ai miei genitori che hanno ??vissuto i mesi di incubazione della scelta radicale di fondare una nuova casa editrice”, dice all’ANSA Elisabetta Sgarbi, direttore generale de La Nave di Teseo e Baldini+Castoldi. “Sandro ha scritto un capolavoro. Glielo dissi appena lessi il romanzo. Questo premio è il giusto riconoscimento a un libro straordinario e coraggioso, che parla di dolore, ma anche di come nel dolore fiorisca il desiderio e la vita. Ha scritto un romanzo per un largo pubblico ma intenso, di una intensità a volte insostenibile, struggente. Come raramente accade nei romanzi”, sottolinea la Sgarbi che è stata ringraziata da Veronesi in una lunga dedica al suo secondo Premio Strega, dopo quello del 2006 con ‘Caos calmo’, in cui ha ricordato anche la generosità di Umberto Eco. E’ il secondo Strega per Veronesi. Prima d’ora solo a Volponi era successo di vincere due volte il Premio. E’ una vittoria che vale di più? “Sandro scrive un romanzo ogni 5 anni, non è uno scrittore seriale. Ogni romanzo è una vita, cinque anni cambiano non solo lo scrittore ma il mondo intorno a lui. Il colibrì – uscito 15 anni dopo Caos Calmo – appare in un mondo molto diverso e anche Sandro lo è. In questo senso ho trovato giusto che si presentasse al Premio, e che lo vincesse. Lo Strega è un Premio ai libri, non all’autore. E questo libro lo meritava, senza dubbio”. (ANSA).
   


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