F1: Saillant, in caso contagio Mondiale non si riferma

(ANSA) – ROMA, 05 MAG – Il Mondiale di Formula 1 e’ pronto a
ripartire, prima grande manifestazione internazionale dopo lo
stop imposto a tutto il mondo dalla pandemia, e in caso di nuovo
contagio l’intenzione e’ quella di non fermarsi di nuovo. A
spiegarlo e’ Gerard Saillant, l’ortopedico che opero’ Ronaldo
dopo il grave infortunio al ginocchio, ora alla guida della
commissione medica della Fia. “Se ci sara’ un nuovo contagio, il
Mondiale non deve fermarsi’: sarebbe come dire che chiudiamo la
metropolitana perche’ e’ stato trovato un passeggero positivo”,
ha raccontato Saillant in un’intervista all’Equipe nella quale
ha illustrato il protocollo medico per la ripresa che sta per
essere messo a punto in vista della ripartenza del 5 luglio, col
Gp d’Austria.
    “La situazione è cambiata rispetto a marzo in Australia -ha
aggiunto Saillant, riferendosi al primo Gp della stagione poi
annullato per l’emergenza coronavirus – Abbiamo un dispositivo
di test rapido per la conferma della diagnosi, siamo in grado di
isolare e testare le persone che sono state in contatto con un
caso positivo”. L’idea della Fia e’ quella di creare nel paddock
una sorta di ‘bolla sanitaria’, isolata dal resto del mondo. Si
fa affidamento su test rapidi per la ricerca della positivita’ e
una app in grado di tracciare i contatti avvenuti all’interno
del paddock, al quale i team potrebbero ammettere un numero
ristretto di persone. La registrazione alla app sarebbe su base
volontaria, e l’ufficio legale della Fia sta lavorando alla
tutela della privacy. Sono previsti test sulla saliva e il
rispetto delle norme sanitarie dei singoli paesi. “Se un
circuito è in campagna, le cose sono diverse rispetto a uno in
città”, ha sottolineato Saillant, ammettendo che al momento la
differenza principale e’ tra i Gp previsti in Europa e quelli in
Asia: “Singapore o Vietnam avrebbero un’organizzazione medica
completamente diversa. Già oggi il governo di Singapore potrebbe
costringere l’intero paddock a una quarantena di due settimane
prima di accedere alla pista” (ANSA).
   


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