Fabio Volo, dopo la pandemia non saremo migliori

(ANSA) – POLIGNANO A MARE, 10 LUG – “Non penso che dopo la pandemia saremo migliori. Credo che qualsiasi imprevisto, qualsiasi cosa inaspettata che ti butta fuori dalla tua routine, che può anche semplicemente essere lasciati dalla moglie piuttosto che essere licenziati o una malattia, ti dia l’occasione per rivedere la tua vita da un altro punto di vista e quindi la possibilità di migliorare e vedere degli errori”.
    Fabio Volo al suo arrivo al Festival Il Libro Possibile di Polignano a Mare (Bari), per il terzo anno sostenuto da Pirelli, dopo mesi di lockdown, parla così dell’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto.
    “Credo che questa esperienza sia una grande occasione per le persone, per le società e le nazioni ma non è in automatico che si colga. Chi saprà farlo si evolverà” dice all’ANSA prima di presentare il suo nuovo libro ‘Una gran voglia di vivere’ (Mondadori), a una piazza di mille persone sedute a Lungomare Colombo, nel rispetto di tutte le regole di sicurezza, con incursioni di Dario Vergassola.
    Lui come ha vissuto la pandemia? “Forse è un pò irrispettoso dirlo, ma io la ho vissuta molto bene. Nel senso che non ho sofferto come altri, non ho perso degli affetti, degli amici.
    Sono stato chiuso in casa da subito, però ho molte passioni che si sviluppano quasi tutte all’interno di un appartamento: leggere, scrivere, cucinare. Non è stato un grandissimo trauma, tanto che quando si poteva uscire sono rimasto a casa. Sono usciti gli altri, che è già buono” spiega senza mai togliersi la mascherina con la scritta ‘This is a mask’.
    Il Coronavirus cambierà il modo di scrivere? “Dipende da che tipo di libro si scrive. Se uno racconta la società – a meno che fra qualche mese tutto non torni alla normalità con un vaccino e quindi, è stato solo un momento – penso che si vedrà nei film”.
    Nel suo ultimo ‘Una gran voglia di vivere’ cosa ci racconta? “E’ la storia di una crisi di coppia, di una famiglia in cui non c’è un tradimento, un litigio che segna qualcosa. Semplicemente sono due persone che stanno insieme e un giorno si accorgono di essersi allontanate. Fanno un viaggio in giro per il mondo anche con il tentativo di risolvere questa crisi.
    E’ la prima volta al Festival di Polignano? “Vergassola sono dieci anni che mi invita, ma io non sono mai in Italia d’estate e quest’anno con il Covid ci starò fino ad agosto. Ho deciso di lavorare a giugno e luglio per recuperare un po’ di cose lasciate indietro” spiega.
    “Spero che il prima possibile ci sia la possibilità di stare tutti insieme a un concerto, al cinema, in teatro” dice prima di salire sul palco in una serata ventosa. (ANSA).
   


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