Fascismo e Padania: gli spauracchi della sinistra per vincere in Toscana

I leader nazionali battono a tappeto la Toscana, per una delle sfide più importanti di queste Regionali 2020. Sfondare da queste parti vorrebbe dire tanto a livello nazionale, lo sanno bene tutti. Una delle tecniche classiche delle campagne elettorali, usate per rinserrare le proprie file, è agitare gli spauracchi. Nicola Zingaretti, segretario dem, parlando a Viareggio rispolvera il fascismo. “Sono tornati dei candidati che hanno le mascherine con scritto sopra ‘boia chi molla‘. Io penso che la Toscana democratica non può neanche solo lontanamente pensare che chi urla o utilizza simboli neofascisti come boia chi molla possa guidare e comandare in Toscana. Io rispetto le opinioni di tutti, le identità di tutti – ha aggiunto – però mi domando cos’altro deve accadere per non far scattare qualcosa fra i toscani anche di un allarme democratico per difendere questa regione”.

Zingaretti arriva addirittura a rivalutare quello che un tempo la sua parte politica definiva il Cavaliere nero: “Ho un immenso rispetto di figure come Silvio Berlusconi e del lavoro che sta facendo anche riguardo all’Europa per voler mantenere un profilo europeista. Ma che cosa c’entra un elettore moderato con chi si fa propaganda con simboli e slogan come boia chi molla o, come ho visto sui social, sventolando la bandiera dello scetticismo e del negazionismo sul Covid?”.

Il leader del Nazareno infine accusa la destra di aver “fallito nell’idea di picconare l’Europa e distruggerla. Anche sull’immigrazione, dove l’unica parola che la destra ha usato è l’odio. Ieri von der Leyen ha detto che finalmente rivedremo Dublino, rivedremo quell’accordo. I flussi migratori – ha aggiunto il segretario Pd – sono un tema europeo e quindi noi dobbiamo riunire la sicurezza, la legalità con l’umanità e l’accoglienza. E questo si può fare se tutta l’Europa se ne fa carico. Salvini ha usato il tema dell’immigrazione per raccattare voti nel nome della paura, noi abbiamo cambiato l’Europa facendola andare nella giusta direzione”.

Per Zingaretti c’è stata anche una contestazione. Mentre girava tra i banchi del mercato di Viareggio è stato raggiunto da un gruppo di ex iscritti al Pd, usciti per protesta contro il commissariamento della sezione locale, che ha portato al sostegno della candidatura del sindaco uscente Giorgio Del Ghingaro: “Caro segretario – hanno scritto in una lettera che hanno cercato di leggere a Zingaretti – siamo noi il tuo Pd. Siamo noi quelli che lo hanno fondato, lo hanno amato anche quando era difficile farlo”. E chiedendogli le ragioni del commissariamento del partito cittadino, hanno urlato: “Rispondi, rispondi”, invocando “più democrazia” nel partito democratico. Il segretario dem è stato costretto ad allontanarsi dal gazebo del Pd e a parlare a debita distanza dai contestatori.

Il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, a chi gli chiede se sia preoccupato per la Toscana ostenta un certo ottimismo. Ma anche lui utilizza uno spauracchio. “Quando ci sono le elezioni – commenta – si è sempre preoccupati, ma io penso che in Toscana vincerà il centrosinistra con Eugenio Giani. La Toscana è una regione d’Europa, non è la Padania e la candidata della Lega è una che non vuole i soldi dell’Europa”. E sulla sua enews scrive: “La partita chiave si gioca nella nostra terra. In Toscana, infatti, la sfida è tra due modelli: Ceccardi contro Giani, sovranisti contro europeisti, estremisti contro riformisti, Padania contro Toscana. Saranno poche migliaia di voti a fare la differenza. Sto girando molto in Toscana e vedo crescere la mobilitazione attorno a Eugenio Giani e Italia Viva”.

E sul tema degli aiuti dall’Europa va all’attacco: “Salvini ha finalmente gettato la maschera. Sentite cosa ha detto questa mattina. Assurdo cosa sia disposto a fare pur di non prendere i soldi del Mes. Anche la patrimoniale? Noi la pensiamo diversamente: i soldi vanno presi in Europa, non dalle tasse degli italiani. Dobbiamo spendere bene i soldi europei: duecento miliardi, una cifra enorme, un’occasione unica. Non vogliamo sprecarli in sussidi e assistenzialismo, ma per farlo non basta avere buone idee: servono i voti, i vostri voti. Altrimenti, noi abbiamo le idee giuste ma gli altri decidono”.

Foto: il Giornale.it


Fonte originale: Leggi ora la fonte