Forza Italia avvisa il premier. “Mes o niente aiuto sui conti”

Dopo le scintille con Angela Merkel sull’utilizzo del Mes, Giuseppe Conte vede aprirsi un nuovo fronte di conflitto con Forza Italia. Gli azzurri contestano al premier le ambiguità e le indecisioni sull’utilizzo dei fondi del Meccanismo Europeo di Stabilità, ambiguità determinate dai dubbi dei Cinquestelle su questo strumento di finanziamento. Forza Italia fa anche notare come, ancora una volta, le ripetute promesse di ascolto delle opposizioni si siano rivelate un esercizio verbale ed estetico. Una somma di fattori che porta Anna Maria Bernini a mettere un punto sulla disponibilità alla collaborazione del partito di Piazza San Lorenzo in Lucina.

«Il premier non ha ancora fissato la data per l’annunciato incontro con l’opposizione e chissà se mai lo farà» attacca la presidente dei senatori azzurri. «Ma a luglio in Parlamento dovrà presentarsi sia per il nuovo scostamento di bilancio – sul quale evidentemente non ha intenzione di confrontarsi con noi – sia per le comunicazioni prima del Consiglio europeo. Ecco: se sono vere le indiscrezioni secondo cui la risoluzione non conterrà alcun riferimento al Mes, per non irritare l’M5s e rinviare tutto a settembre, noi lo riterremmo un atto di totale irresponsabilità di fronte al quale Forza Italia sarebbe costretta a modificare il suo atteggiamento di collaborazione istituzionale con un governo che rema palesemente contro l’interesse nazionale. Per essere più chiara: in una situazione del genere, non voteremmo lo scostamento di bilancio».

La presa di posizione della Bernini viene rilanciata da Mariastella Gelmini che mette in dubbio anche l’utilità e la valenza strategica degli interventi governativi che tanto stanno approfondendo la voragine del nostro debito pubblico. «Recentemente, anche con il voto determinante del centrodestra, e ce ne prendiamo la responsabilità, sono stati votati due scostamenti di bilancio che hanno aumentato profondamente l’indebitamento del Paese» dice Mariastella Gelmini a SkyTg24. «Il tema non è il Mes, la questione di fondo è capire se i due scostamenti di bilancio che noi abbiamo votato non per dare una mano al governo Conte, ma all’Italia – parliamo di 80 miliardi -, servono per dare liquidità alle imprese, per salvare i posti di lavoro, per pagare la cassa integrazione, oppure per i monopattini e piccole marchette che non servono al Paese», prosegue la capogruppo alla Camera, «Diamo un avviso all’esecutivo: Forza Italia non è disponibile a votare a scatola chiusa il terzo scostamento di bilancio. O il governo ci dice per cosa servono queste risorse o altrimenti l’indebitamento ulteriore del Paese se lo vota solo la maggioranza». Osvaldo Napoli chiarisce ulteriormente la pregiudiziale azzurra. «I prestiti europei, e il Mes più di tutti, sono erogati a tassi significativamente bassi. I 37 miliardi del Mes costano appena lo 0,08% all’anno. Conte ha ribadito più volte il no del suo governo al Mes e ora si prepara a chiedere nuovo debito da collocare sui mercati finanziari a tassi, se tutto va bene, intorno all’1,4-1,5%, vale a dire un costo 16-17 volte superiore al Mes. Conte non può far pagare ai contribuenti italiani la sua smania di restare a palazzo Chigi». Un sostegno al Mes messo nero su bianco per l’ennesima volta anche da Antonio Tajani. «Noi abbiamo sempre detto che il Mes è necessario ed essenziale per un Paese come l’Italia. Non richiederlo sarebbe un errore madornale».



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