Forza Italia: non accettiamo lezioni la vera sforbiciata è la nostra del 2012

«Siamo assolutamente favorevoli al taglio dei vitalizi. Voteremo a favore di una nuova delibera che non provochi decine di ricorsi come quella, tecnicamente errata, voluta dal M5S destinata ad arrecare più danni che vantaggi alle casse dello Stato». Antonio Tajani (nel tondo, ndr) mette nero su bianco la posizione di Forza Italia dopo il fuoco incrociato partito dai Cinquestelle. Il tentativo dei grillini orchestrato a colpi di dichiarazioni affilate è di trovare un colpevole politico e un capro espiatorio. Una sortita che gli azzurri respingono, invitando la maggioranza a riproporre il testo, modificandone i passaggi giudicati illegittimi.

E lo stesso Silvio Berlusconi, parlando con i suoi, liquida così la questione: «I vitalizi vennero aboliti nel 2012 dal centrodestra: fu una nostra iniziativa. Forza Italia lavora da sempre per avere un sistema politico e istituzionale meno costoso e più efficiente: avevamo anche approvato una riforma costituzionale che riduceva il numero dei parlamentari che però fu impedita dalla sinistra. Non mi sembra che questo sia il momento giusto per discutere di queste cose. Siamo al lavoro per sostenere un Paese che soffre, non c’è tempo da perdere per parlare di vitalizi e di decisioni già prese».

Fonti azzurre fanno anche notare che «i parlamentari azzurri hanno contribuito all’acquisto di macchinari per curare i malati di Covid, i coordinamenti regionali hanno acquistato e distribuito pacchi alimentari alle famiglie povere. In precedenza Antonio Tajani ha deciso di rinunciare a mezzo milione di euro di buonuscita da commissario europeo e all’indennità mensile da presidente del Parlamento europeo. Siamo impegnati per far avere la cassa integrazione ai lavoratori che non l’hanno avuta nonostante le promesse, a sostenere settori in crisi: non c’è tempo da perdere». Insomma il governo non cerchi armi di distrazione di massa.

Chi punta il dito contro l’incapacità dei grillini di scrivere le norme è Mariastella Gelmini. «Se il Movimento Cinquestelle e le altre forze che aspirano a contendergli il primato nell’antipolitica si preoccupassero, oltre che della demagogia, anche di scrivere bene le norme, non saremmo a questo punto». E Licia Ronzulli aggiunge: «Siamo da sempre a favore del taglio. Lo abbiamo fatto nel 2012. Mi auguro che questo passo indietro, dovuto alle forzature con cui i grillini hanno voluto procedere, sia presto sanato».

La stessa data – il 2012 – ritorna nelle parole di Renato Schifani che ricorda: «I vitalizi propriamente detti sono stati aboliti nel 2012 quando, da presidente del Senato, portai a conclusione la riforma. In quel periodo i Cinquestelle esistevano appena. Quell’intervento ricondusse il trattamento previdenziale dei senatori nell’alveo del sistema contributivo, segnando così il passaggio dai vitalizi propriamente detti alle pensioni parlamentari. Furono stabiliti il blocco dell’adeguamento dell’indennità dei senatori, oltre che dei loro vitalizi, il taglio delle pensioni d’oro e ulteriori risparmi, nonché la possibilità di percepire la pensione non prima dei 60 anni per gli ex parlamentari in carica per più di una legislatura, e non prima dei 65 per chi è stato in carica una sola, intera, legislatura. Questi i fatti, il resto è pura demagogia».



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