Gianni Schicchi in era Covid, così riparte l’opera

Originale adattamento da ‘era Covid’, al debutto del 66/o Festival Pucciniano di Torre del Lago il 27 giugno, per la prima opera in forma scenica che viene rappresentata in Europa dopo il lockdown, Gianni Schicchi, unica opera buffa di Giacomo Puccini. Sul palcoscenico si recita e si canta con le mascherine chirurgiche e i 700 spettatori – è un ‘tutto esaurito’ ma è la metà dei possibili posti, 1500 – osservano il distanziamento sanitario. L’opera è ambientata proprio al tempo del Coronavirus, scelta voluta dalla regista argentina Valentina Carrasco, in una Firenze deserta come non si era mai vista. Inoltre, sullo sfondo della scena scorrono in video immagini vere, tratte dall’attualità. Chi si vede? I protagonisti della pandemia, dal premier Giuseppe Conte, ai governatori della Campania, De Luca, e della Lombardia, Fontana, quest’ultimo proposto mentre indossa la mascherina chirurgica nei primi giorni dell’emergenza quando il virus cominciava a dilagare. Non si tratta di una parodia, viene spiegato, ma della rappresentazione realistica delle precauzioni e del lockdown causa Coronavirus. Le immagini in scorrimento ricordano agli spettatori, come una specie di alert, perché gli interpreti, i protagonisti, a partire dal baritono Bruno Taddia, che è Gianni Schicchi, vadano in scena con la protezione sanitaria. Inoltre se nella trama il ricco Buoso Donati muore, l’opera attualizzata fa sospettare che sia stato vittima del Coronavirus. Intorno a lui i parenti si affollano per spartirsi l’eredità cantando tutti con la mascherina chirurgica: accorgimento inevitabile per poter svolgere la rappresentazione operistica osservando le precauzioni sanitarie. Non solo: Gianni Schicchi è l’unica opera buffa di Puccini, tuttavia questo spettacolo del festival Pucciniano termina con un finale commovente, un cammeo si direbbe, affidato alla riproposizione nel finale dell’aria ‘O babbino caro’ cantata da Lauretta, ossia Elisabetta Zizzo. E’ una dedica a tutti i morti di Coronavirus, in particolare agli anziani deceduti nella solitudine degli ospedali. E’ l’unico momento triste dell’opera, un momento di raccoglimento, di riflessione per coloro che non ci sono più. All’inizio ce ne era stato un altro prima che attaccassero le note suonate dall’Orchestra della Toscana diretta da John Axerold: il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro ha fatto osservare un minuto di silenzio per ricordare l’undicesimo anniversario della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 insieme al pubblico nel ‘teatro’ ricavato dentro la Cittadella Del Carnevale, che è la struttura dove riposano i carri allegorici e dove per la prima volta vi è stata fatta un’opera. (ANSA).
   


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