“Ho paura per questo autunno”. E ora scatta l’allarme sull’Italia

La grave emergenza sanitaria è un incubo che l’Italia sembra si sia lasciata, finalmente, alle spalle. Ora a preoccupare è la crisi economica provocata da mesi di lockdown e interruzione di molte attività lavorative. Una crisi i cui effetti sono già visibili ma che potrebbe ulteriormente peggiorare nel prossimo autunno. Un allarme, questo, lanciato dalle realtà produttive, dai partiti di opposizione e ora anche da Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia. Il governo Conte sino ad oggi ha fatto tante promesse ma non tutte sono state rispettate. Il premier, usando termini forti, più volte ha volte annunciato manovre “poderose”. Ma alle parole non sempre sono seguiti i fatti, come insegna la questione cassa integrazione. Gli italiani faticano ad arrivare a fine mese e molte attività sono a rischio chiusura. Non basta il bonus per biciclette e monopattini per rilanciare l’economia.

In una intervista a La Stampa, Paolo Gentiloni ha ammesso che c’è il rischio che in Italia, nell’imminente futuro, si manifestino “le conseguenze sociali” della crisi, soprattutto sul fronte dell’occupazione. È anche per questo che il commissario Ue all’Economia spera in un accordo sul Recovery Fund. Perché di soldi veri da parte di Bruxelles se ne riparla nel 2021, se tutto va bene.

Secondo Gentiloni, l’impatto della crisi economica nel nostro Paese sarà più forte che altrove in quanto l’Italia è stato il Paese europeo con il periodo di chiusura più prolungato. L’ex premier ha spiegato che “le previsioni sulla ripresa nel prossimo anno sono basate su diversi fattori, non ultimo le preoccupazioni legate al fatto che la zona più colpita dalla crisi sanitaria è anche la zona motore dell’economia italiana. Inoltre ci sono timori sul commercio internazionale: l’Italia è un Paese molto orientato all’export e questo ha un impatto. Comunque si prevede un rimbalzo di crescita superiore al 6%”.

Il commissario Ue all’Economia si mostra fiducioso tanto che si è spinto ad affermare come il peggio sia passato “dal punto di vista della pandemia e delle cifre del Pil che hanno registrato un crollo significativo nei primi due trimestri”. Contemporaneamente, però, ammette di condividere le preoccupazioni per quello che potrebbe succedere in autunno “non solo in Italia, ma anche in altri Paesi. Sotto due aspetti: rischio di insolvenza per le imprese e conseguenze sociali”. “Se guardiamo ai dati di disoccupazione attuali- ha sottolineato ancora– effettivamente questo rischio può essere sottostimato. Quei numeri sono influenzati dagli strumenti messi in campo per il sostegno all’occupazione, come la cassa integrazione. Inoltre, durante il lockdown la gente non cercava lavoro e questo ha contribuito a tenere basso il tasso di disoccupazione“.

Per Gentiloni, lo strumento europeo Sure potrebbe permettere all’Italia di rafforzare la cassa integrazione: “Abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse da parte di due terzi degli Stati membri, tra cui l’Italia, ma non credo che ci saranno problemi a soddisfare le richieste di tutti. Penso che una portata di 100 miliardi sia realistica. Molti grandi Paesi come Francia, Germania e Olanda, non faranno domanda perché non hanno interesse”. L’ex premier ha poi spiegato che i fondi arriveranno solo dopo aver completato il deposito delle garanzie. A quel punto “potremo andare sui mercati. Credo che sarà operativo dal prossimo autunno”. Il punto, rimarca Gentiloni, è che il Sure non sarà eterno: “Per questo ci serve il Recovery Fund“.

C’è un grande ma. Se non ci saranno imprevisti, il denaro del Recovery Fund arriveranno in primavera. Un tempo molto lungo che potrebbe frenare la ripresa e causare altri danni al sistema economico. L’ex premier, su questo punto, è stato molto vago tanto che si è limitato ad affermare che l’approvazione di questo strumento “darà un grande contributo alla fiducia e questo potrebbe aiutare la ripresa in Paesi come l’Italia e la Spagna”.

Il governo ha messo a punto il piano nazionale di riforme ma non ha indicato tempistiche né priorità. Gentiloni, però, su questo argomento è cauto e invece di sollecitare l’esecutivo a mostrare maggiore chiarezza, usa toni morbidi: “Noi non lo abbiamo ancora ricevuto, ma in base alle anticipazioni che ho letto sulla stampa sembra che il piano affronti i problemi che vanno affrontati. Però non dobbiamo mischiare i diversi strumenti: questo è un documento legato al bilancio, mentre l’elemento cruciale sarà il “Recovery and Resilience Plan“”. Il piano, secondo l’ex premier, dovrà contenere proposte specifiche su investimenti e riforme, con tempistiche e tappe molto chiare e “dovrà includere le priorità condivise a livello Ue, come il Green Deal e la transizione digitale, oltre alle raccomandazioni che la Commissione pubblica per ogni Paese”.

Infine sulla clausola che sospende il Patto di Stabilità Gentiloni ha spiegato che “oggi non possiamo prevedere quando questa decisione sarà presa. Al momento si discute, non abbiamo precedenti. Io reputo interessante il criterio suggerito dall’European Fiscal Board: per la disattivazione della clausola non dovrebbe bastare il semplice ritorno della crescita dell’Unione, ma servirà un ritorno ai livelli di Pil pre-crisi”.



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