I 5S si sono scordati i cittadini: osì hanno perso i Comuni

In principio furono i “meetup“: mentre Beppe Grillo urlava i suoi “vaffa” da palchi e blog, nei forum si organizzavano piccoli gruppi di cittadini, pronti a spendersi in prima persona per la propria città o persino per il proprio quartiere. È nell’iperlocale che i 5Stelle affondano le proprie radici. Ed è nell’iperlocale che si certifica l’ennesimo flop di un movimento ormai diventato partito.

Da Alessandro Di Battista a Roberto Fico, molti dei volti più noti e battaglieri si sono distinti negli anni per il loro legame per il territorio. Ma qualcosa si è spezzato e i 5Stelle non sembrano più avere quell'”appeal” che li aveva caratterizzati fin dall’origine. Dati alla mano, le Comunali sono diventate la vera croce del MoVimento, con una parabola discendente che rimarca sempre più la distanza tra vertici – impegnati in una lotta intestina per la leadership – e base.

Già nel 2013, l’anno in cui i grillini sono entrati in Parlamento impugnando l’apriscatole, solo un terzo di chi li aveva scelti per le Politiche aveva confermato il proprio voto anche al candidato sindaco della propria città. Una forbice che si è andata allargando con il passare degli anni e con l’esperienza dei portavoce 5S (guai a chiamarli esponenti) alle Camere e poi a Palazzo Chigi.

Così, salvo l’eccezione del 2016 (quando vennero elette Raggi e Appendino), dal 2017 i pentastellati collezionano un flop dopo l’altro. Proprio le esperienze a Roma e Torino sembrano pesare sui voti: ad appena un anno dalle foto delle due sindache al Campidoglio, i 5Stelle spariscono dai Comuni: nessun eletto né a Parma (dopo l’espulsione di Pizzarotti, né a Palermo. Ma nemmeno a Genova: nella città di Beppe Grillo, la compagine che all’ex comico si rifa non va nemmeno al ballottaggio.

Va un po’ meglio nel 2018, quando conquistano solo due tra i Comuni più grandi (Acireale e Imola) e perdono due ballottaggi. Mentre nel 2019 conquistano solo Caltanissetta e Campobasso (al ballottaggio). Persino Livorno che fino ad allora era stata saldamente in mano a Nogarin aveva scelto il centrosinistra.

Per conoscere l’esito del 2020 bisogna aspettare lo spoglio previsto per martedì 22 settembre. Ma gli exit poll danno davvero poche speranze ai 5Stelle: il movimento sarebbe già fuori in tutte le grandi città e pare non potersela giocare nemmeno al ballottaggio.

Un risultato però scontato già dalla vigilia. Al punto che Luigi Di Maio ha puntato tutto sul referendum, “snobbando” quasi la campagna per le Regionali e le Comunali. Il rischio per il movimento è quello di sparire dai consigli comunali dove molti dei volti noti hanno mosso i primi passi.



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