Il centrodestra vincerebbe alle urne: dati schiaccianti fanno tremare Conte

Nel dibattito di questi giorni viene spesso evocata la possibilità di un ritorno anticipato alle urne: le elezioni rappresentano l’unica stada auspicata dal centrodestra, che continua a chiedere al governo di farsi da parte per restituire la parola agli elettori. Effettivamente l’esecutivo giallorosso ogni giorno è chiamato a risolvere divergenze e ultimatum, con la questione Autostrade che potrebbe far esplodere definitivamente una situazione già precaria all’interno della maggioranza. Intanto a partire dal 27 luglio alla Camera si tornerà a discutere di legge elettorale, mentre il 20 e il 21 settembre ci sarà un importante appuntamento: qualora dovesse arrivare l’ok degli italiani al referendum per il taglio dei parlamentari, la Camera perderebbe 230 deputati e il Senato 115 senatori.

La domanda sorge spontanea: quale Parlamento potremmo avere nei diversi scenari? In tal senso il Corriere della Sera ha provato a stilare le varie ipotesi prendendo in considerazione i sondaggi elettorali realizzati dal 2 maggio al 9 luglio, per un numero complessivo di circa 25mila interviste: Lega (25,5%), Partito democratico (20%), Movimento 5 Stelle (18,1%), Fratelli d’Italia (16,4%), Forza Italia (7,7%), Azione (3%).

Gli scenari

Il primo scenario, con l’attuale legge elettorale, vedrebbe i grillini presentarsi da soli contro la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra: il centrodestra avrebbe ben 391 deputati e 201 senatori, con una maggioranza che risulterebbe schiacciante. Il Carroccio e il movimento di Giorgia Meloni potrebbero ottenere la maggioranza rinunciando ai forzisti, ma è ovvio che in questo caso si verrebbe a creare un problema politico poiché si andrebbe a rompere l’alleanza con cui ci si era presentati alle elezioni.

Il secondo prevede il voto con il Rosatellum e un’alleanza tra centrosinistra e pentastellati: il centrodestra vincerebbe comunque, ma il vantaggio sarebbe più contenuto, con 339 seggi a 285 alla Camera e 174 a 136 al Senato. Il terzo scenario ipotizza l’adozione del Germanicum, ovvero un sistema proporzionale puro con la soglia di sbarramento al 5% nazionale o il 15% in una regione e la riduzione dei parlamentari: in Parlamento farebbero ingresso solamente 6 forze politiche. In tal caso Forza Italia sarebbe fondamentale per la formazione di un governo, visto che Lega e Fratelli d’Italia avrebbero 191 seggi alla Camera e 94 al Senato, cioè meno dei 201 e 101 seggi che rappresentano la maggioranza delle nuove Camere.

L’ultimo scenario prevede il Germanicum con l’abbassamento della soglia di sbarramento al 3% nazionale (mantenendo quella del 15% in una regione). Sostanzialmente il quadro non cambia: il centrodestra avrebbe la maggioranza. La coalizione di Berlusconi, Meloni e Salvini sembra essere accreditata ad avere la maggioranza in tutti i casi ipotizzati. Forza Italia con il Germanicum potrebbe avere il ruolo dell’ago della bilancia, risultando determinante e centrale negli scenari politici del futuro.



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