Il Mes “spezza” il M5s: in Senato maggioranza a rischio

Giuseppe Conte è stretto tra due fuochi. Da una parte c’è la necessità di risollevare l’economia italiana affidandosi agli aiuti messi sul piatto dall’Unione europea, Fondo salva-Stati compreso; dall’altra il premier deve fare in modo che il Movimento 5 Stelle non scuota la maggioranza in Senato.

Fondo salva-Stati e M5s

Già, perché, secondo quanto riferisce il quotidiano Il Messaggero, mentre il premier si prepara a dire sì al Mes, a Palazzo Madama sette grillini sono pronti a lasciare la maggioranza. Quest’ultimo è un problema non da poco, visto che il M5s rischia una scissione con possibili ripercussioni sul governo Conte.

D’altronde i pentastellati hanno sempre visto il Mes come fumo negli occhi. Già, perché anche se adesso la maggior parte del MoVimento – Luigi Di Maio compreso – è in maggioranza per il sì, i grillini, dietro le quinte, hanno più volte accusato Conte di non difendere la loro posizione.

Insomma, la posizione del premier è delicatissima, visto che a metà luglio, in Senato, saranno decise le sorti del Mes (e del governo). E che la maggioranza potrebbe sgretolarsi ben prima di arrivare all’appuntamento cruciale proprio per “colpa” del Fondo salva-Stati.

Le parole di Merkel

Nel frattempo, nel corso di un’intervista a La Stampa e in merito agli aiuti europei, Angela Merkel è stata esplicita: “Non abbiamo messo a disposizione tutte queste risorse perché restino inutilizzate. Abbiamo creato gli strumenti, mediante la Bei, il Mes con linee di credito precauzionali o mediante il meccanismo Sure per la cassa integrazione. Tutti possono utilizzarli“. Tradotto: la decisione finale spetta all’Italia, ma il consiglio della Cancelliera appare evidente. Roma dovrebbe ricorrere a tutti gli strumenti sul tavolo, Mes compreso.

Conte è apparso irritato dalle parole di Merkel anche se, considerando la cruciale importanza rivestita da Merkel nella trattativa in corso sul Recovery Fund, il premier non ha potuto manifestare pubblicamente il suo disappunto. Il motivo è semplice: in ballo c’è un fondo da 750 miliardi, 172 dei quali per l’Italia, e un negoziato da portare avanti.

I rischi per il governo

Sul Mes il premier ha spiegato che “non è cambiato nulla“. Ma questa volta, a differenza del recente passato, Conte ha concluso dicendo che la decisione sul Meccanismo europeo di stabilità sarà presa in Parlamento, dove i grillini, come detto, dovrebbero aver sposato in maggioranza il “sì” al Fondo salva-Stati.

Eppure la questione è da maneggiare con estrema attenzione. Fonti grilline, ha spiegato ancora Il Messaggero, hanno fatto sapere che “almeno settesenatori pentastellati sono pronti a lasciare il MoVimento in occasione del voto sul Mes.

Se così fosse, senza questi sette elementi, il governo non avrebbe più i numeri a Palazzo Madama (ricordiamo che al momento l’esecutivo è a quota 166-167 senatori). In mezzo a tutto questo Pd e Italia Viva continuano a fare pressing su Conte: perché rinunciare ai 36 miliardi del Fondo salva-Stati? La domanda risuona da giorni tra i corridoio di Palazzo Chigi.



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