La battaglia Mes in Parlamento. Chi vota “sì” e chi “no”: i numeri

La cancelliera tedesca Angela Merkel incalza l’Italia, continuando con il suo atteggiamento di forte ingerenza a spingere per l’utilizzo del Mes da parte del nostro Paese.

“La pandemia del Coronavirus ha avuto un impatto enorme, per esempio, sulla Spagna e sull’Italia, dal punto di vista economico, medico e ovviamente anche emotivo, per via delle numerose vittime”, ha dichiarato la Merkel. “È necessario che la Germania non pensi solo a se stessa, ma che sia pronta a compiere un atto di solidarietà straordinario. È questo lo spirito con cui il presidente francese Macron ed io abbiamo fatto la nostra proposta”.

Una proposta evidentemente non particolarmente allettante, visto il timore mostrato da tanti Paesi in difficoltà che temono ripercussioni di carattere economico. Ma la cancelliera va avanti per la sua strada, e si mostra perplessa per tanta ostilità. “Questa è una decisione italiana. Abbiamo creato gli strumenti, mediante la Bei, il Mes con linee di credito precauzionali o mediante il meccanismo Sure per la cassa integrazione. Tutti possono utilizzare questi strumenti. Non li abbiamo messi a disposizione perché restino inutilizzati.

Un’intromissione ed una pressione, quella esercitata dalla cancelliera tedesca, che ha infastidito il premier Giuseppe Conte, il quale ha così replicato: “Sul Mes non è cambiato nulla, rispetto le opinioni di Angela Merkel, ma a fare i conti sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri”.

Una situazione che divide anche il Parlamento italiano, pur avendo ricevuto una grande spinta sia da parte del commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni che dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli, entrambi in forza al Partito Democratico. Ovviamente anche Romano Prodi, che per arrivare all’ingresso dell’Italia nell’Ue aveva fatto di tutto, ha dato il suo beneplacito.

Tutto il Pd, compresa la frangia Renziana di Italia Viva, spinge per aprire al Mes, a favore del quale si è schierata anche Forza Italia. Fratelli d’Italia, la Lega e (almeno per il momento) il Movimento CinqueStelle sono invece ostili all’adozione della soluzione estrema del Fonda salva-stati. Se questa situazione dovesse permanere tale, i numeri dei contrari surclasserebbero quelli dei favorevoli. In senato, su 319 voti, sarebbero 175 a 112: tra autonomie, gruppo misto e senatori non iscritti ad alcun partito ci sarebbero ulteriori 32 voti, non in grado di modificare l’esito. A Montecitorio il divario salirebbe, fino a 361 contro 227: anche qui 44 voti riferibili al Gruppo misto potrebbero dividersi tra le due fazioni.

Dure le parole di Stefano Fassina, che ha replicato quest’oggi alle parole della cancelliera tedesca sulla pagina personale Facebook:“Dopo l’intervista della Cancelliera tedesca a vari quotidiani, riprende ancora più forte l’offensiva per il Mes: l’impersonale “ce lo chiede l’Europa” è diventato “ce lo chiede la Merkel”. In realtà, la Cancelliera è stata molto diplomatica, come il suo solito”, affonda Fassina. “Ma il punto rimane. Sarebbe ora di affrontarlo senza attendere le irrisolutive coperture del Recovery Fund. Basta far finta che la scelta dipenda dalle note a piè di pagina dell’ultimo allegato del dodicesimo Annex del protocollo di accesso al Mes sanitario. La scelta dipende dall’analisi dello scenario economico e dagli interessi che si intende salvaguardare. Inviterei gli entusiasti sostenitori del ricorso al Mes a riflettere su alcune domande. Prima: perché nessun altro Stato accorre a ritirare il ‘regalo’? Eppure, un significativo risparmio di spese per interessi lo maturerebbero anche Grecia, Portogallo, Spagna, Francia solo per menzionare gli Stati che avrebbero maggior convenienza”.

“Nella sua interessante intervista sul semestre di presidenza tedesco, Angela Merkel dice cose importanti e cose ovvie. È importante che ribadisca l’impegno e la solidarietà tedesca per sostenere l’economia europea”, dice su Twitter il segretario di + Europa Benedetto Della Vedova. “È ovvio che si aspetti che i paesi beneficiari delle risorse e delle garanzie tedesche usino tutti gli strumenti a partire dal Mes. La grottesca commedia italiana sul fondo salva stati diretta da Crimi e accettata supinamente dalla maggioranza ci rende ridicoli, conclude.



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