La “gola profonda” su Conte: “Vuol fare lo sceriffo, ma…”

Il premier Giuseppe Conte appare ogni giorno sempre più fragile e solo. Si trova in una situazione di stallo e, pur di non spaccare ulteriormente la sua maggioranza, preferisce non decidere nulla sui tanti dossier aperti.

Il Pd minaccia di tornare al voto

Il Pd, stando a quel che risulta a ilGiornale.it, non sopporta più questo atteggiamento sia attendista sia “accentratore” del premier e minaccia di voler andare a elezioni approfittando dell’election day di settembre. “La situazione è molto ingarbugliata”, ci confidano le nostre fonti che, però, escludono un ritorno alle urne: “I dem fanno questa minaccia solo per spingere il M5S a cambiare premier”. Il segretario Nicola Zingaretti si trova in una situazione di oggettiva debolezza. Da un lato le trattative con i grillini per le Regionali non hanno ancora portato i frutti sperati, la sua popolarità come governatore del Lazio è ai minimi storici e dentro il Pd si affacciano nuovi nemici. “Franceschini, Guerini e Orlando scalpitano per prendere il suo posto. Zingaretti vorrebbe perciò entrare nel governo per salvarsi, ma se lo fa rafforza Conte che i suoi parlamentari non vogliono più a Palazzo Chigi”, ci spiegano. L’alternativa sarebbe quella di andare a elezioni, prendere più voti due anni fa e cambiare i gruppi parlamentari che sono stati scelti da Matteo Renzi e che, perciò, sono ancora fedeli a lui.

Conte sotto scacco di Renzi

Conte è ancora più debole di Zingaretti e per salvarsi avrebbe in testa di fare un rimpasto. “È ancora convinto di avere l’appoggio incondizionato del M5S e vorrebbe cambiare alcune pedine, nomi importanti del Movimento per dare più ministeri e posti di sottogoverno a Pd e Italia Viva”, rivelano le nostre fonti secondo cui il premier sta facendo asse con Renzi nella speranza che quest’ultimo sfili quanti più parlamentari a Forza Italia. E questo sarebbe il motivo per cui Conte sta tergiversando sulla legge elettorale e sulla revoca della concessione ai Benetton. “Ma che proposta sta aspettando? Non l’ha capito che i Benetton gli vogliamo fuori da Autostrade”, dicono i parlamentari grillini, fortemente indispettiti anche dalla prospettiva di un prolungamento dello stato d’emergenza. A esprimere perplessità non è soltanto il centrodestra, ma anche parte del mondo scientifico e un autorevole esponente del Pd come il costituzionalista Stefano Ceccanti. Da parte dei senatori grillini, invece, c’è una forte irritazione. Alcuni hanno detto: “Ma si è reso conto che vuol fare lo sceriffo senza avere le stelline?” tanto è vero che, poi, Conte è stato costretto a fare marcia indietro sottolineando che una tale decisione “deve essere discussa in Parlamento”. Altri esponenti pentastellati, invece, contestano gli attacchi che il premier ha riservato in questi giorni al Partito democratico. “Questo atteggiamento ci farà precipitare”, dicono. “Conte vuole lo Stato d’emergenza perché così può continuare a fare lo show delle conferenze stampa e aumentare i fan su Facebook”, sono le voci che arrivano da via del Nazareno. “Di nuovo con lo show di Conte-Casalino? No, basta. Sono insopportabili”, mugugnano in casa Pd, sempre più convinti che il premier debba saltare.

Conte sempre più debole

L’incontro di Luigi Di Maio con Mario Draghi conferma che qualcosa si sta muovendo. Chi sta vicino a Di Maio fa sapere che l’ex capo politico del M5s è sì molto attivo, ma è anche molto deciso a blindare la legislatura. Nonostante la smentita di rito del suo staff, appare assai improbabile che il ministro degli Esteri e l’ex capo della Bce abbiano parla senza affrontare temi riguardanti le prospettive di governo. Conte lo sa e sa anche che l’Italia ha estremo bisogno del Mes perciò ha compiuto questo tour europeo. “Vuol provare a convincere anche la Spagna o il Portogallo a prendere il Mes così da essere meno attaccabile, ma non si è mai visto un premier che in piena emergenza va a scodinzolare negli altri Paesi”, affermano persino alcuni ministri. “È un segno di debolezza. È come se stiamo a elemosinare qualcosa”, aggiungono mettendo in evidenza quanto questo attivismo di Conte sia stato un flop su tutti i fronti come dimostra anche l’elezione di un “falco” all’Eurogruppo.



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