La lettera aperta di AFAM

Questa lettera aperta che ogni cittadino potrà sottoscrivere, racchiude in sé un appello a tutti i lettori, siano essi semplici cittadini o rappresentanti di enti e istituzioni scolastiche, in essa si esplicita la semplice richiesta comune di veder applicate le leggi di parità nel diritto allo studio per ogni cittadino italiano.
Ancora oggi, nonostante le norme stratificate nell’ordinamento italiano volte a garantire la parità di ogni cittadino di fronte allo Stato e nel diritto allo studio, per gli studenti con disabilità che scelgono di accedere all’Alta Formazione Artistica Musicale parificata con l’università, non trova piena applicazione la tutela del diritto allo studio.

Le Legge 104/92 riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, in particolare nei luoghi per essa fondamentali: la scuola, durante l’infanzia e l’adolescenza (artt. 12, 13, 14, 15, 16 e 17) e il lavoro, nell’età adulta (artt. 18, 19, 20, 21 e 22). Una ricostruzione dell’iter legislativo riguardante l’integrazione, e dei relativi principi, è presente nelle “Linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità”, diramate con nota del 4 agosto 2009.

Per ottemperare ai principi di parità di trattamento e garanzia del diritto allo studio attualmente solo gli studenti delle università e delle scuole primarie e secondarie italiane, hanno la possibilità di avvalersi di docenti con specifiche competenze concernenti le loro diverse disabilità per poter accedere e frequentare in maniera paritaria ai corsi di studio, a questi studenti con disabilità lo Stato garantisce la libertà nella scelta di realizzare il proprio percorso formativo.
Gli insegnanti di sostegno per gli studenti con disabilità nelle scuole rappresentano la tutela approntata dallo Stato per ogni frequentante, grazie alla loro presenza nei corsi, si realizza la garanzia statale di parità di trattamento di ogni cittadino nel fruire del servizio educativo scolastico e si materializza il diritto allo studio sancito nella costituzione. Eppure all’interno del comparto AFAM non esistono insegnanti tutor per studenti con disabilità, a differenza delle Università, tale lacuna nel servizio pubblico rappresenta un ostacolo per ogni studente che va rimosso.

Al fine di porre risalto su questa grave lacuna che grava a totale discapito degli studenti con disabilità nel servizio educativo garantito dallo stato nell’AFAM, da tempo abbiamo intrapreso un percorso lungo che ci ha portato fino in parlamento, abbiamo realizzato un gruppo di azione insieme a docenti e cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni che non si fregia di alcun nome specifico, ma realizza l’onda mediatica allo scopo di coinvolgere trasversalmente ogni bandiera politica e disegnare le norme che in futuro vedranno tramontare la disparità nelle scuole italiane, per rendere tangibile il principio di uguaglianza e diritto allo studio già codificato dal primo giorno di questa nostra splendida repubblica. 

Lungo il cammino già percorso abbiamo sollecitato il dibattito parlamentare a riguardo e come primo risultato abbiamo visto approvare nuovi finanziamenti destinati alla disabilità proprio nel comparto AFAM, rimasto per troppo tempo in balia della lacuna legis che non contemplava la reale necessità di approntare nuovi mezzi di garanzia al diritto allo studio.


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