La vita di Copperfield, un Dickens da favola

 Una girandola di situazioni, parole, ricchezza e povertà nella Londra del XIX secolo con protagonista un uomo che vive continuamente alti e bassi, forte di una purezza che alla fine vince su tutto. Questa la rilettura fantastica de La vita straordinaria di David Copperfield di Armando Iannucci, al cinema dal 16 ottobre 2020 distribuito da Lucky Red in associazione con 3 Marys. Il regista di Morto Stalin se ne fa un altro e candidato all’Oscar per In the loop mette le mani su uno dei romanzi più famosi e autobiografici di Charles Dickens, del quale ricorre l’anniversario dei 150 anni dalla morte e ne esalta più gli aspetti divertenti di quelli drammatici. Ironia, favola, personaggi ‘fumetto’ e leggeri come aquiloni in questo La vita straordinaria di David Copperfield nello stile proprio del regista e comico Armando Giovanni Iannucci, nato a Glasgow nel 1963, ma di origini napoletane. Straordinario cast corale di attori teatrali e cinematografici provenienti da tutto il mondo: nei panni di David Copperfield c’è l’attore candidato all’Oscar Dev Patel, protagonista di The Millionaire e Lion – La strada verso casa e, nel ruolo della svalvolata zia, Tilda Swinton. E ancora nel cast: Hugh Laurie, disincantato protagonista della serie tv Dr. House e Ben Whishaw (Profumo – Storia di un assassino e volto noto della saga 007 in Spectre e Skyfall). Protagonista anche un’Inghilterra ottocentesca, tra povertà e rivoluzione sociale, in cui, come nel caso di David Copperfield, era facile ritrovarsi da una parte all’altra di quel sottile confine che divide ricchi e poveri. “La ragione di mettere mano a quest’opera è che ne percepivo profondamente lo spirito contemporaneo – spiega il regista nelle sue note -, ma anche che tutti gli adattamenti che avevo visto erano molto seriosi e incentrati sull’aspetto drammatico della storia. Se è vero che la trama è molto densa e i risvolti drammatici sono numerosi, questi per me erano i tratti meno interessanti del racconto, che è ricco di scene spassose e di momenti che rasentano la slapstick comedy. È un testo molto realistico e tuttavia surreale…”.


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