L’età anti-berlusconiana ha distrutto questo Paese

Caro Ezio Mauro,

ci conosciamo da quasi 45 anni, da quando eri già un ottimo giornalista della Gazzetta del Popolo. Ci incontravamo negli uffici di uno dei migliori uomini politici della Prima Repubblica, Carlo Donat-Cattin quando lo dovevi intervistare. Hai fatto una grande carriera e io ne sono soddisfatto anche se molte volte la penso diversamente da te. Provo a rispondere al tuo pezzo su Repubblica e ti chiedo di rivedere il film dei 26 anni dall’ingresso in politica di Silvio Berlusconi e di valutare se la opposizione pregiudiziale, preconcetta, portata avanti con ogni mezzo a Berlusconi non abbia più nuociuto al Paese e alla sua crescita economica di quanto abbia giovato al Paese e soprattutto alla parte più debole. Perché a mio parere il metro del giudizio sulla azione politica è sempre quello del bilancio sociale ed economico.

Su Berlusconi è stato detto il peggio, contro Berlusconi vi sono state forzature istituzionali gravissime, dall’avviso di garanzia per mezzo del Corriere della Sera alla imposizione del governo Monti sino al discusso verdetto sulla presunta evasione fiscale. Aver appoggiato come fece il presidente Napolitano la linea della austerity europea fu un errore come tutti riconoscono oggi, un errore pagato con l’impoverimento del Paese e della sua parte più debole. Sin qui non è provato nulla di quanto è stato scritto, anzi la sentenza di Milano che esclude l’evasione fiscale è un macigno cui nessuno ha saputo rispondere.

Quale è il bilancio politico e sociale per il Paese della grande e mai vista prima opposizione portata contro il Cavaliere? Premesso che dal ’94 ad oggi il Pd ha governato per 13 anni e Berlusconi nove, oggi il nostro Paese conta molto meno a livello internazionale, dal punto di vista sociale sta peggio e rispetto al ’94 ha molte meno potenzialità e in più al governo la competenza non è più la dote principale.

Il Pil oggi è inferiore a quello del 2010, l’anno dopo la grave crisi del 2009, quando al governo c’era il Cavaliere e io umilmente garantivo da Sottosegretario la pace sociale al Paese nel settore dei trasporti, quello più delicato.

L’Italia è entrata dentro la crisi del Covid più debole degli altri a causa della bassa crescita e pagherà al Covid il conto più salato. Ma dal 2011 il Cav non è più al governo. Malgrado Monti e i professori, malgrado i governi del Pd e di Conte, l’Italia prima del virus era sotto il Pil del 2010.

L’opposizione forsennata a Berlusconi non ha giovato al Paese, ha giovato sicuramente a Travaglio e a qualche altro, non ha giovato al Pd malgrado sia da più tempo al potere e malgrado detenga con il 20% dei voti il 60% del potere nel nostro Paese.

Strano che queste cose non le scrivano coloro che sono stati beneficiati con varie legislature parlamentari e con incarichi importanti dal Cavaliere, ma il coraggio è una qualità rara mentre l’egoismo personale si accompagna sovente alla viltà. Non a caso io ho avuto il coraggio di convocare per primo la Piazza Sì Tav, mentre i beneficiati del Cav dormivano della grossa.

Con queste note non voglio convincerti ma voglio semplicemente sottoporti valutazioni sociali che nella sinistra politica e giornalistica sono via via scemate in questi decenni. Oggi il Paese sta messo peggio rispetto al 1994 e la speranza di un futuro migliore come ci dicono Istat e Censis sono molto diminuite.

Sono assolutamente convinto che tra trent’anni gli storici saranno molto più obiettivi e generosi nei confronti di Silvio Berlusconi.



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