L’indizio sul terzo uomo è già nell’audio. Franco si lascia scappare un nome

Nelle trascrizioni appare solo come VM2, «voce maschile 2». È il terzo uomo degli incontri tra Silvio Berlusconi e il giudice Amedeo Franco, durante i quali questi rivela al Cavaliere retroscena sconcertanti della sua condanna in Cassazione per i diritti tv. VM2 interviene solo a tratti: assiste al monologo iniziale di Berlusconi che racconta di una sua caduta mentre giocava con Dudù, ascolta il racconto – faticoso, frammentato ma esplicito – di Franco sulla genesi della sentenza. Quando interviene, lo fa per aggiungere dettaglio, dipingere un contesto giudiziario o politico. E lo fa con la precisione di chi conosce bene entrambi i mondi.

Di chi si tratta? Un indizio lo fornisce lo stesso giudice Franco, a pagina 27 della trascrizione dell’incontro del 6 febbraio 2014, quando di rivolge a VM2 dicendogli «sai Cosimo». E di «Cosimo» in grado di corrispondere al personaggio che emerge dalle intercettazioni ce n’è solo uno: Cosimo Ferri, oggi senatore di Italia Viva dopo l’elezione nel Pd, magistrato in aspettativa, leader della corrente moderata di Magistratura indipendente. E attualmente a rischio di procedimento disciplinare per il suo ruolo nel «caso Palamara» dove appare come uno dei più autorevoli dispensatori di nomine giudiziarie, al punto di partecipare insieme a Luca Palamara alle trattative con i partiti. Uomo di acume e di potere, politicamente non identificabile (a destra come magistrato, a sinistra come parlamentare) ma in ogni caso esperto navigatore del mare procelloso dove giustizia e politica confluiscono.

Cosa ci faceva Ferri, con Franco e Berlusconi? La domanda è delicata, perché in quel momento Ferri ricopre un ruolo istituzionale: è sottosegretario alla Giustizia nel governo di Enrico Letta, un gradino sotto il ministro Annamaria Cancellieri. La Cancellieri è un prefetto, un grand commis di Stato che della complessa macchina della giustizia non ha una conoscenza diretta. Così il vero uomo di collegamento tra ministero e magistratura diventa lui, Ferri: con qualche mal di pancia di Magistratura democratica che lo accusa di essere entrato in un governo di sinistra «in quota Pdl». E ora, in effetti, le registrazioni raccontano di una certa dimestichezza tra Ferri e Berlusconi, come se il magistrato toscano fosse una sorta di consigliere del Cav nei meandri della giustizia. Anche nell’incontro con Amedeo Romano è lui a fornire all’ex premier le chiavi di lettura di quanto il giudice racconta. «Non è normale che ci si riunisca una seconda volta, dai» dice VM2 quando Romano racconta della doppia camera di consiglio che concluse la causa civile tra Berlusconi e De Benedetti per il lodo Mondadori. E le trascrizioni fanno ipotizzare che sia proprio VM2 a registrare il dialogo: dopo che Franco ha salutato Berlusconi, il Cavaliere dice al terzo presente «accompagna il professore perché noi ci sentiamo per le altre cose», e VM2 risponde «lascio qui il cellulare». Subito dopo Berlusconi dice «mi sa che si è spento», ma interviene una voce femminile «no, no, sta andando, temo!».

Alla domanda del Giornale se fosse lui VM2, Cosimo Ferri non ha risposto.



Fonte originale: Leggi ora la fonte