M5s a rischio scissione, il piano di Di Maio per arginare Di Battista

Nel Movimento 5 Stelle non si placano gli scontri interni e anche questa volta la situazione rischia di implodere seriamente. Da sempre i grillini si sono divisi in varie correnti arrivando spesso a dei tafferugli successivamente risolti, ma mai come ora le circostanze lasciano intendere nulla di buono. Sì, perché nelle scorse ore abbiamo assistito all’ennesima comparsa di Alessandro Di Battista, che non ha usato mezzi termini per strigliare il gruppo pentastellato: lo storico attivista, intervenuto a Mezz’ora in più in onda su Rai 3, ha chiesto un’immediata convocazione di un congresso o assemblea costituente con il fine di costruire una nuova agenda politica.

Immediata e secca è stata la replica di Beppe Grillo: “Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo pensavo di aver visto tutto…ma ecco l’assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film ‘Il giorno della marmotta’“. Eppure l’intervento dell’ex deputato giallo non ha lasciato sorpreso nessuno. Effettivamente il suo progetto è ormai chiaro a tutti: tornare a scalare posizioni di potere nei 5S. Far cadere il governo e tornare al voto su Rousseau? È una strategia che in molti non escludono, anche se in tal senso è arrivata una definitiva smentita per esplicitare il proprio sostegno al premier Giuseppe Conte: “Ho fiducia in lui, non deve temere picconature da me“.

Gli scenari

L’ombra di Dibba provoca timore in Luigi Di Maio già da diverso tempo. Tanto che il ministro degli Esteri, come riportato dal Corriere della Sera, da giorni si starebbe “confessando” con i suoi: “Sarei felice se Conte si dedicasse al Movimento. Sarei felice che si iscrivesse. Lo abbiamo proposto due volte candidato premier perché crediamo in lui e se iniziasse a dare un contributo più attivo al Movimento sarebbe importante“. Lo stesso ex capo politico continua a strizzare l’occhio proprio al presidente del Consiglio, sperando che l’avvocato possa rivestire il ruolo di candidato premier del Movimento alle prossime elezioni Politiche. In questa situazione Conte ci sguazza allegramente: potrebbe diventare il leader di una coalizione di centrosinistra, guidare il M5S o addirittura fondare un suo partito. “Conte già ci ha fatto capire che è pronto a iscriversi al Movimento. Ora aspettiamo solo che lo comunichi ufficialmente“, avrebbe confidato Di Maio ad alcuni parlamentari.

Il titolare della Farnesina ha assunto una posizione (apparentemente?) diplomatica: a suo giudizio i grillini hanno bisogno del “contributo di tutti” per ripartire, senza dimenticare né Vito Crimi “che sta facendo un lavoro straordinario in un momento di difficoltà” né Paola Taverna “che rappresenta un volto storico M5S“. Il tutto passando per Di Battista e Roberto Fico che rappresentano “due pilastri per la ripartenza“. Ma un’ulteriore spaccatura si potrebbe venire a creare al momento della discussione sulla nuova organizzazione dei 5 Stelle: la dicitura di capo politico resterà o verrà abolita e dunque bisognerà iniziare con una leadership collettiva? Negli ultimi giorni è spuntata l’idea di una task force per guidare i pentastellati almeno fino a quando saranno al governo, ovvero una sorta di comitato 4.0 che “non ha niente a che fare con il vecchio direttorio“.

Ma la tregua dovrà essere trovata: secondo La Repubblica si potrebbe parlare pure di “guida collegiale“. Si tratterebbe di un organo nel quale potrebbero rientrare Stefano Patuanelli (ministro dello Sviluppo economico), Paola Taverna (vicepresidente del Senato) e Chiara Appendino (sindaco di Torino). Di Maio preferirà tirarsi fuori o tornerà in scena? Intanto un ministro del M5S svela quelle che potrebbero essere le preoccupazioni di Dibba: “Alessandro ha paura di essere dimenticato, i suoi timori sono per sé, non per il Movimento“. E lo accusa anche di aver sbagliato la strategia: “Attaccando il nostro lavoro di questi mesi ha ricompattato tutti intorno a Di Maio“. Dello stesso parere un senatore che preferisce restare nell’anonimato: “Il tweet di Beppe mette fine alla carriera politica di Dibba“.



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