Marche, il settore calzaturiero è in ginocchio. FdI: “Togliere subito alcune tasse”

L’emergenza Covid uccide le aziende, soprattutto quelle del settore manifatturiero.

Nelle Marche il comparto ha perso 1,7 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2020 e ha visto la chiusura di 54 aziende, con la conseguente perdita di 361 posti di lavoro. La segnalazione arriva da Andrea Putzu, responsabile nazionale dei Piccoli Comuni per Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Porto Sant’Elpidio (FM). “O si va immediatamente nella direzione della detassazione del costo del lavoro e degli incentivi alle imprese – spiega – perché mantengano la produzione qui anziché delocalizzare all’estero, o quella che è un’eccellenza- che ci riconosce tutta Italia- del fermano e del maceratese, è destinata a scomparire”. E prosegue: “Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che ha elaborato questi numeri ha rilevato infatti un crollo delle esportazioni e dei consumi con una flessione media del fatturato pari a meno 38,4 per cento. Sono dati molto pesanti che peraltro, riguardando il periodo che va da gennaio a marzo, non registrano ancora gli effetti dell’emergenza Covid-19, e purtroppo ci aspettiamo che il secondo trimestre registrerà un ulteriore peggioramento”.

Il politico tiene a sottolineare anche: “Va ricordato che il settore calzaturiero italiano è uno dei pilastri del Sistema Moda e (dati anno 2019) conta circa 4.300 aziende e 75.000 addetti, con un fatturato annuo complessivo attorno ai 14,3 miliardi di euro. Le aziende sono concentrate in aree organizzate in distretti, situati prevalentemente in 7 Regioni, di cui il più importante è proprio nelle Marche. Ritengo pertanto necessario -conclude- che le istituzioni diano con urgenza risposte per permettere al settore una ripartenza e per far sì che ci sia un impatto positivo sui livelli occupazionali”.



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