‘Naziste’, la storia delle mogli del Terzo Reich

JAMES WYLLIE, ‘NAZISTE. LE MOGLI AL VERTICE DEL TERZO REICH’ (UTET, EURO 22) – “Pochi giorni prima della sua morte una troupe cinematografica andò a trovare Ilse Hess nella casa di cura in cui soggiornava, nella speranza di intervistare la Vecchia Signora del Nazismo. Riuscirono a girare un filmato di qualche minuto. Osservandola eludere abilmente le domande con risposte evasive e monosillabi con un luccichio negli occhi e il sorriso sulle labbra è difficile liberarsi della sensazione che, nonostante tutto, Ilse pensasse che ne fosse valsa la pena”. Questo episodio, raccontato da James Wyllie, autore di diversi saggi sulla storia del nazismo, è un po’ la summa del suo nuovo libro uscito per le edizioni Utet, ‘Naziste. Le mogli al vertice del Terzo Reich’.
    L’opera, ricca di bibliografia, ci racconta la vita di Carin, Emmy, Magda, Margaret, Lina, Gerda e Ilse, le donne che stavano accanto ai principali collaboratori di Hitler: Goering, Goebbels, Himmler, Heydrich, Bormann, Hess, e le cui vite quotidiane erano pervase dall’ideologia nazista in ogni minimo aspetto. L’intera parabola nazista è costellata dagli scontri e dall’amore di queste donne devote ma ambiziose, impegnate a tessere trame e alleanze per aiutare le carriere dei mariti e il proprio avanzamento sociale. Finora la storia le ha relegate al ruolo di spettatrici inconsapevoli delle azioni criminali dei mariti, come se le loro case non fossero piene di opere d’arte rubate o servitù, cibo e prodotti provenienti dai campi di lavoro forzato.
    Quello che Wyllie traccia nel libro ‘Naziste’ è un ritratto a tinte forti delle donne del Terzo Reich, che intreccia insieme storie intime e lotte di potere, il racconto degli anni di gloria e quello del declino postbellico tra rifiuto di ammettere la sconfitta e illusioni di rivincita. Secondo l’autore infatti, nonostante la storiografia le abbia per lo più ignorate, o relegate al solo ruolo di madri di famiglia, le donne raccontate in questo libro, mogli compagne, amanti dei più importanti gerarchi nazisti, sono state invece in primo piano sulla scena della storia. Queste ‘Naziste’ hanno avuto un ruolo decisivo nella costruzione e nel consolidamento del Terzo Reich, determinando svolte, conversioni, rotture, alleanze. Grazie anche a un rapporto personale con il Fuhrer non rimasero mai ‘dietro’ gli uomini ingombranti che avevano sposato, ma furono fianco a fianco nella costruzione quotidiana di un tragico progetto politico.
    Con l’aiuto di diari, lettere, libri di memorie, documenti d’archivio, James Wyllie che è uno scrittore ma anche uno storico, sceneggiatore e divulgatore, famoso per i suoi documentari per la Bbc, fa emergere un versante sconosciuto della storia del Nazismo e rende più comprensibile la vita interiore dei seguaci di Hitler. Ed analizzando la vita domestica e quotidiana di questi personaggi affronta quella che Hannah Arendt ha definito la banalità del male.
    Come quando racconta la passeggiata di Henrich Himmler e di sua moglie Margarete che il 22 luglio del 1941 vanno a visitare il giardino di erbe officinali che hanno fatto costruire all’interno del campo di concentramento di Dachau: coltivare insieme piante per preparati omeopatici era stato il sogno che avevano condiviso da giovani innamorati. Meno idilliaca la vicenda che riguarda Magda Goebbels che avrebbe accettato di sposare il gerarca nazista sperando in un menage a trois con Hitler. Il Fuhrer aveva, infatti, confidato ad un suo consigliere che Magda rappresentava ”il corrispettivo femminile” dei suoi ”risoluti istinti maschili”. Il 19 dicembre 1931 Goebbels sposerà Magda, presente Hitler, testimone dello sposo.   


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