NOVAFELTRIA. Gran Premio Internazionale della Ristorazione: Azienda Vinicola Flenghi, vino che incanta!

 

 

Cantina Flenghi a Torricella (Rn). Bisogna partire da qui, da questo borgo medievale fortificato e ben conservato. Altrimenti non potremmo raccontare i vini che abbiamo bevuto. Così sarete a Torricella, frazione del comune di Novafeltria, ad appena tre chilometri dal cuore cittadino. E allora godrete dello spettacolo del luogo. Monumenti ben conservati, aria rigenerante, anime liete e il fiume Marecchia che a sinistra si fa notare. E sarete ai piedi del monte della Botticella, a 400 mt. sul livello del mare, che i più conoscono come Mont’Ercole. Eppure è grazie al Tempio di Ercole, e al pellegrinaggio che lo stesso favorì, che la comunità torricellese cominciò ad esistere dal 200 avanti Cristo.Tuttavia sarà poi il Duca Federico da Montefeltro a dare futuro e modernità a Torricella e ai monumenti eretti nel tempo. Ma è anche vero che questa collina, felicemente solare, si presta alla coltivazione della vite. Ed è questo il motivo che ci ha spinto ad arrivare, quando si poteva, all’azienda vinicola Flenghi. Cantina di piccole dimensioni e a gestione familiare. Con vini di nicchia e di alta qualità, fra tradizione e sguardo al futuro. Perciò ricerca innovativa e sorprendenti risultati. Oltre ai premi recentemente conquistati. Noi abbiamo scoperto la Cantina due anni fa e stavolta pranziamo con Nicola Flenghi, patron gentiluomo dell’azienda. E tra un piatto e l’altro apprezziamo il suo legame col passato. Specialmente quando ci dice “che tutta la sua famiglia gli ha insegnato che sedere a tavola è una cosa importante”. E lo è, e non poco, anche per noi. Per questo sua moglie Tatiana Cappelli, con la quale tanto ci complimentiamo, ha preparato cibi da re per l’occasione. Come antipasto, focaccia, salame di produzione nostrana, pecorino con marmellata di cipolle rosse, frittatina alle erbe, polentina con crema di cotechino e lenticchie, misticanza con mela e noci, insalata di cavolo cappuccio con speck e melograno. Quindi i primi, passatelli asciutti con speck pomodorini e rucola, lasagnetta di zucca di Monte Benedetto, tagliatelle al ragù di vitello. Poi i secondi, arrosto di vitello con verdure al gratin, tagliata con patate al forno, cotechino e lenticchie. E al dessert, crema di mascarpone con crumble al caramello e pasticceria secca con crostata da applauso. Come tutto il resto. Quindi, i vini dell’azienda. A cominciare dal Sakin, a base di pinot bianco e rebola e di colore giallo paglierino con riflessi dorati. E a noi risulta di buon perlage, piacevolmente rotondo e di gusto intenso e deciso. Dopodiché Ca’ Giovannino, vino rosso da uve sangiovese e merlot. Di buona freschezza e struttura e rosso rubino brillante. Ma è il Torricella al quale daremmo l’oscar del vino. Essendo il risultato di sangiovese, merlot e Alicante. Vino intenso con note varietali e sensazioni di frutta rossa e frutti di bosco. Di buona complessità, finezza e scatto modernista. Insomma, un grande vino che dimostra corpo e importanza e sicura longevità. Perciò i nostri complimenti a Nicola Flenghi e Tatiana Cappelli ma anche all’enologo Giovanni Brighi che garantisce supporto tecnico e collaborazione alla Cantina. Della quale se ne parlerà, eccome, nei prossimi anni. Che altro dire? Che la vita è troppo breve per bere vini mediocri, come ricordava Goethe. E lo sapeva anche il parroco di Casola Valsenio, del quale si diceva, nel Nuovo Raccoglitore del 1825, che”ha una cantina di sangiovese eccellente”. Prosit!

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