Piero Angela, facciamoci guidare dalla scienza

“L’esercito in campo per far rispettare le norme di sicurezza sanitaria? Secondo me è utile. Questo è un virus mortale. Non si può dover chiedere ‘per favore, mettete le mascherine’. Quelli che non le usano sono degli untori, soprattutto se sono stati ben informati”. Parla con la forza della scienza e la saggezza delle sue 91 primavere, Piero Angela, pronto al debutto della seconda edizione di Superquark+, nuovo ciclo di 10 puntate da 15 minuti, in esclusiva su RaiPlay dal 6 ottobre. Un viaggio pensato e realizzato per la piattaforma Rai, in cui Angela guida ancora i cinque giovani divulgatori della prima serie e gli spettatori in esplorazione del mondo della Scienza insieme agli autori storici di Superquark.

“Brevi racconti di scienza”, come li definisce lui, che “con la serietà della conoscenza” ma anche un ritmo dinamico, come richiede una fruizione web o via smartphone, e, non di rado, quel suo personalissimo tocco di humour, affrontano temi anche della vita quotidiana, come la Biografia dei capelli (“io ho cominciato a perderli a 20 anni: è stato un lento stillicidio”, confessa Angela) e poi i Cibi del futuro, Le frontiere del Dna, Vivere fino a 120 anni, L’aria verticale, Perché la terra non si rompe, Vivere sulla Luna, L’universo sconosciuto, Le sorprese dei nuovi materiali e Si fa presto a dire plastica. “Superquark+ – spiega la direttrice di RaiPlay, Elena Capparelli – è la nostra prima seconda edizione di una serialità. La prima stagione ha raggiunto 1 milione di visualizzazioni, con commenti entusiasti degli utenti. Il pubblico era prevalentemente maschile, per il 35% sotto i 45 anni. Le puntate più seguite, quelle sulla vista, il gioco, il sonno e lo sport. Ora – sorride esortando Piero Angela – dobbiamo già pensare alla terza serie”.

“Bisogna cercare di migliorare la cultura scientifica del nostro Paese – dice lui – Che non vuol dire conoscere la storia di Galileo o di Marconi. Ma far capire che tutto oggi dipende dalla ricerca e dall’innovazione. Non ci si rende ancora abbastanza conto che per secoli e millenni l’uomo ha vissuto una vita breve, senza cure mediche, con molti disagi, e di colpo, in 150 anni, appena due vite di 75 enni, è cambiato tutto, grazie all’energia trasportabile e alla tecnologia”. Eppure, mai come oggi proliferano bizzarri movimenti, dai terrapiattisti ai sostenitori delle scie chimiche. “Qualcuno ha detto che la scienza è la forma più alta del buon senso: è vero”, sorride Angela, tra i fondatori del Cicap, l’organizzazione nata proprio per diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico nei confronti delle pseudoscienze. “Nella mia vita – racconta – ho capito che ci sono persone irrecuperabili, alle quali puoi dimostrare l’evidenza, ma non servirà a nulla. Sono perdute, assolutamente perdute. Altri invece sono solo male informati e quelli è possibile recuperarli, magari qualcuno più rapidamente, altri meno”. Sulla pandemia in atto, però, non si scherza. “Temo – prosegue- non ci sia abbastanza pressione sul pubblico perché si rispettino semplici regole come mettere la mascherina o mantenere il distanziamento, che in attesa del vaccino sono molto utili. Nostro dovere è mettere bene in evidenza quanto siano importanti. I giovani – riflette – si sentono invulnerabili, ma il virus non si vede, non si sente. Abbiamo visto cos’è successo anche a Capi di Stato che lo minimizzavano. Invece se il virus passa dai ragazzi ai genitori, salta l’economia di questo Paese”.

Quanto agli irresponsabili consapevoli, prosegue, “per l’Hiv c’è stata gente condannata in tribunale perché sapendo di essere contagiati andavano attaccando il virus agli altri. Oggi, con il Covid, non dico di mettere in galera le persone, ma far rispettare assolutamente le regole, si. Anche l’esercito e la Polizia in strada possono essere d’aiuto. Come divulgatori di informazione, noi possiamo dare una mano. Ma è un problema di comportamenti”.


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