Pochi o troppi. La piazza di destra non va mai bene

La piazza di centrodestra non va mai bene. È sempre sbagliata. Per definizione. O è troppo volgare o troppo educata. O è troppo giovane o è troppo vecchia. O è troppo sporca o troppo azzimata. Se non sei di sinistra è meglio che le tue idee le tenga per te. Che cosa ti viene in mente di andare in giro a sbandierarle? Non hai ancora capito che quelli sono privilegi da centro sociale? I progressisti hanno sempre un riflesso pavloviano: quando vedono qualcuno (diverso da loro) che scende in strada per manifestare si sentono come il marito tradito e perdono le staffe, convinti di avere il monopolio delle piazze politiche di tutta Italia. Forse anche del resto dell’orbe terracqueo.

Lo scorso 2 giugno Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega organizzano un flash mob nella Capitale. Immediata la pioggia di critiche: c’è troppa gente, è un vergognoso assembramento, non hanno le mascherine, si toccano, fanno i selfie, sudano, sono scamiciati, vellicano i peggiori istinti del Paese. Trattati alla stregua di delinquenti comuni. Se avessero sfasciato qualche vetrina e ribaltato un paio di automobili in nome del multiculturalismo, probabilmente avrebbero goduto di stampa migliore. Sabato, impavidi, ci riprovano.

Nuova manifestazione, sempre a Roma. La Prefettura intima di rispettare un distanziamento sociale monstre: 7 metri quadrati a persona. I tre leader si lamentano, ma si adeguano. Dunque, sabato, in Piazza del Popolo si radunano quattromila cittadini. Tutti con la mascherina, tutti distanziati, ognuno confinato nella propria seggiolina. Tiriamo un sospiro di sollievo: oh, questa volta non avranno niente da dire, non potranno denunciare un manipolo di esagitati e scalmanati. Invece no. Per Repubblica la manifestazione è un flop: c’è poca gente rispetto al 2 Giugno. E grazie: la Prefettura ha posto un limite. Per giorni la stampa radical ha denunciato l’ammassamento dei corpi e ora denuncia la scarsa partecipazione. Prima erano troppi e ora troppo pochi. Mettetevi un po’ d’accordo.

Il delirio continua: Salvini (quello che prima latrava con la bava alla bocca) ora parla come uno speaker invece che come un leader, non sorride, non fa selfie e non fa battute. Praticamente è diventato un leader di sinistra. Prima erano troppo populisti, ora sono troppo elitari, freddi, distanti (perché distanziati) dalle masse e non si fanno manco i selfie. Il Fatto quotidiano segue a ruota nella denuncia del flop.

Dopo l’estate della crocifissione al Papeete, con Salvini in cuffia da dj che arringa in spiaggia folle di adolescenti discinti, ora il centrodestra è troppo vecchio e dovrebbe starsene all’ombra. «Un popolo attempato che rischia l’insolazione scrive, con viva preoccupazione, un Antonello Caporale pronto a distribuire creme solari ai manifestanti -. Il centrodestra è irriconoscibile, come se il virus avesse fiaccato il tradizionale spirito gagliardo, caciarone ma sempre arrembante. Da grande recipiente delle periferie e attrattore di giovanotti e giovanotte a un club attempato di vecchi conservatori».

Quindi «aridatece i puzzoni», sono diventati troppo per bene questi moderati. Restano solo due certezze: il centrodestra continua a scendere in piazza e alla sinistra continua a venire la gastrite. Consigliamo somministrazione di Maalox.

Chiedere a Grillo.



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