Quei favori ai Benetton. ?È rissa Calenda-Fassina

Le concessioni autostradali ai Benetton sono tornate di grande attualità dopo la vicenda che ha coinvolto il nuovo ponte di Genova. L’ultimo scontro pubblico è stato durante il Tg2 Post tra Carlo Calenda e Stefano Fassina. Gli animi dei due esponenti politici si sono scaldati durante l’approfondimento del telegiornale del secondo canale, con il leader di Azione! che ha stuzzicato il collega, deputato di sinistra: “Volete dare le autostrade all’Anas? Ma per favore…“. Stefano Fassina ha replicato subito: “Sei stato al governo tre anni adesso fai lezioni sugli investimenti pubblici“.

Lo scontro politico sulle concessioni autostradali è più vivo che mai e Carlo Calenda non ha mollato il colpo su Stefano Fassina durante l’intervento a Tg2 Post: “Amore mio, ma quando c’ero io… Chiedi alle aziende com’era Impresa 4.0“. Il riferimento del leader di Azione! è al piano di sviluppo e di sostegno alle imprese, presentato quando Calenda era Ministro dello Sviluppo Economico nel governo Gentiloni. Gli obiettivi del piano erano ambiziosi e tra questi spiccavano: +10 miliardi di incremento per gli investimenti privati, fino a 90 miliardi per il biennio 2017-2018, oltre a +11,3 miliardi di spesa privata per lo sviluppo, la ricerca e l’innovazione. Il focus degli investimenti sarebbe dovuto essere sulle tecnologie 4.0 per il triennio 2017-2020. Poi, nel dibattito con Stefano Fassina, Carlo Calenda ha affondato il colpo: “Eri viceministro dell’Economia e avevi la concessione dei Benetton nel cassetto secretata. Lo sai quanto guadagnavano i Benetton quando stavi all’Economia?“.

Le motivazioni e le precisazioni di Carlo Calenda hanno completamente spiazzato Stefano Fassina, che in quel momento non ha trovato nessun argomento valido per replicare ai punti esposti dal leader di Azione!. “Ma ci sono stato sei mesi“, ha esclamato l’economista e deputato di Patria e Costituzione, associazioni politica fondata dallo stesso Fassina una volta uscito dal Partito Democratico nel 2018. Nonostante il dibattito fosse interessante e vivace, nei contenuti e nella forma, non c’è stato tempo di dire altro né da parte di Carlo Calenda e nemmeno da parte di Stefano Fassina. Il programma di approfondimento di Rai2, infatti, è stretto nella morsa del blocco televisivo dell’access prime-time e va in onda prima del programma di prima serata della rete, che in quell’occasione era Made in Sud. I tempi televisivi sono implacabili, ormai lo sanno bene anche i politici, e questa volta a togliere le castagne del fuoco su un argomento così rovente è stato Stefano De Martino.



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