Rimini. “Come i Salvataggi rispondono alla Svalutazione della Professionalità ”   

Fare il salvataggio significa “indossare la vita degli altri” e spesso una manciata di secondi in meno può significare una vita in più.

Da questa consapevolezza nasce, come imperativo morale e professionale, l’esigenza di ottimizzare la risposta di intervento perché essere pronti, competenti ed efficienti fa la differenza.

L’Associazione Marinai di Salvataggio della provincia di Rimini da settimane ha lanciato un grido d’allarme sulla pericolosa svalutazione professionale dei marinai di salvataggio in servizio sulle torrette della nostra costa la cui quasi totalità svolge il proprio ruolo di gravosa responsabilità (morale, civile e penale) come dipendente di cooperative o consorzi di concessionari balneari.

In risposta a questa minaccia che intende svalutare la loro professionalità minando il futuro e la qualità del servizio di salvamento, Sabato 15 Maggio quarantacinque (45) marinai di salvataggio in servizio attivo si sono dati appuntamento per una sessione di simulazioni organizzata dalla “EastCoast Rescue Academy” presso la battigia e lo specchio acqueo antistante al bagno #62 di Rimini Sud, epicentro di una crisi che appare motivata da logiche padronali e sostenuta da mere ragioni ritorsive.

Nel mezzo del vile attacco che la categoria intera si trova a subire, questi uomini ancora una volta hanno dato prova di dedizione, perizia e dignità professionale dimostrando a tutta la cittadinanza, qualora ce ne fosse il bisogno e senza alcuna possibilità di smentita, che la nostra costa può contare su un’eccellenza che deve venire promossa e difesa dalle istituzioni.

Questi appassionati professionisti, che da mesi svolgono simulazioni più volte alla settimana, autotassandosi per acquistare le dotazioni e senza ricevere alcun compenso, sono animati dalla consapevolezza che solo attraverso formazione ed allenamento è possibile migliorare l’efficienza e la perizia che sono chiamati a mettere in campo nei momenti critici.

Come testimoniato dal video in allegato si sono incontrati per ripetere i gesti, ripassare le segnalazioni, fischiare, comunicare, correre, vogare, issare, rianimare, dando vita ad un evento di portata storica che ha segnato un punto fondamentale
per tutta la categoria e che senza dubbio influenzerà positivamente il progresso della qualità del salvamento sulla costa riminese.

Come professionisti sosteniamo con decisione che nell’organizzazione del servizio di salvamento debbano essere prese decisioni indirizzate esclusivamente a garantire – e possibilmente migliorare – la sicurezza della vita in mare.

Iniziative come imporre la rotazione scriteriata delle postazioni (che andrebbe a scardinare l’efficacia delle “dinamiche di team” costruite ed affinate nel corso di anni) e la riduzione a decisione unilaterale dell’orario di lavoro da 48 a 40 ore settimanali a personale che vanta esperienza ventennale significa nella sostanza disincentivare, se non addirittura deliberatamente sabotare, il patrimonio di professionalità dei salvataggi della costa, uomini di indubbio valore e di comprovate abilità.

Il fatto che queste sciagurate decisioni che nulla, è bene ribadirlo, hanno a che vedere con la sicurezza della balneazione si pongano ai limiti della legalità contrattuale non attenua la gravissima evidenza che siano moralmente riprovevoli nonché professionalmente inaccettabili.

Doveroso sottolineare che per un marinaio di salvataggio la conoscenza approfondita delle dinamiche specifiche della zona di mare (il nostro litorale ha una conformazione non uniforme e ogni zona presenta criticità e pericoli peculiari) unita agli anni di esperienza in servizio sono da ritenersi garanzia di prevenzione degli incidenti.

Se sulla sicurezza dei cittadini e dei turisti dovessero prevalere logiche di risparmio aziendale ci troveremmo con personale con meno esperienza sulle torrette che inevitabilmente si tradurrebbe in un maggiore indice di pericolosità in mare e in un sensibile aumento degli incidenti.

Ribadiamo come sia necessario e urgente attuare un cambio di paradigma per sostenere la cultura della salvaguardia della vita in mare: lavoriamo insieme per migliorare gli elementi vincenti dell’offerta balneare di Rimini e ricordiamoci che “la Sicurezza non ha nemici”.

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