Salvini tenta lo strappo. Poi l’alleanza si ricuce: tutti insieme da Conte

È un rito che si ripete da mesi quello dell’invito a Palazzo Chigi di Giuseppe Conte al centrodestra. Un incontro che solitamente si risolve in un passaggio formale e non produce effetti reali sul merito dei provvedimenti, alla prova dei fatti appannaggio esclusivo dell’esecutivo. Dopo i primi tentativi di dialogo, non precisamente produttivi, la disponibilità a sedersi al tavolo da parte dell’opposizione si è affievolita. Il «no» più eclatante è arrivato in occasione degli Stati generali di Villa Pamphilj. Ora, però, è tempo di un nuovo invito. Il presidente del Consiglio, infatti, contatta le opposizioni e chiede un incontro da svolgersi nel giro di 24 ore.

La risposta inizialmente non è univoca. Matteo Salvini dichiara subito la propria indisponibilità. «Noi non siamo a disposizione di nessuno. Prima il signor Conte paga la cassa integrazione e sblocca i cantieri, visto che c’è la Liguria in ostaggio delle code, poi ne parliamo, finché questo chiacchierone non mantiene le sue promesse non vado». Il leader della Lega, Intervenendo su Rtl, manda anche un messaggio al leader di Forza Italia. «Riguardo al Mes pecca di fiducia, perché i problemi dell’Italia ci sono adesso…». Giorgia Meloni, invece, appare orientata ad accettare, a condizione che ci sia la diretta streaming. «Andrò a Palazzo Chigi, a rappresentare in una sede ufficiale Fratelli d’Italia, se questa sarà la scelta condivisa dalla coalizione di centrodestra. Non intendo andare a perdere tempo. Considero molto grave che il presidente del Consiglio abbia aspettato la fine dei lavori parlamentari sul Decreto Rilancio per incontrare le opposizioni. Hanno voluto gestire in totale autonomia gli 80 miliardi di deficit aggiuntivo consentito dal Parlamento e lo hanno fatto malissimo. Abbiamo fatto centinaia di proposte per tentare di migliorare i decreti Cura Italia e Rilancio. Tutto gettato nel cestino con sufficienza. Non mi è chiaro di cosa voglia parlare ora Conte. Vuole parlare invece del decreto semplificazione, del quale non esiste ancora un testo? O forse non vuole, in realtà, parlare di nulla, e incontra le opposizioni come proforma, per rispondere agli appelli del Capo dello Stato?».

Forza Italia, invece, si attesta su una linea prudente, registra la fuga in avanti della Lega, ma poi trova ampia disponibilità nel tracciare con Matteo Salvini e Giorgia Meloni una linea di condotta comune. Il tutto nonostante Conte non contribuisca a rasserenare gli animi, facendo ironia sulla cautela del centrodestra: «Mi ricorda, non vorrei sbagliare, quel film di Nanni Moretti Ecce Bombo: mi si nota di più se lo facciamo a Chigi o a Villa Doria Pamphilij? In streaming o in rappresentazione fotografica?».

Nel tardo pomeriggio il centrodestra si esprime con una voce sola. Dice no a un incontro last-minute con i singoli leader e sì a un faccia a faccia unitario da organizzare la prossima settimana. «Il centrodestra è pronto a incontrare Conte» fanno sapere fonti dei tre partiti. «I prossimi giorni saranno utili al premier anche per inviare il documento di sintesi dopo gli Stati Generali, base per il confronto con l’opposizione. Il centrodestra conferma la ferma volontà di illustrare al governo una serie di misure urgenti: la situazione è sempre più preoccupante anche per l’evidente disfacimento della maggioranza su temi decisivi e urgenti come quelli delle concessioni autostradali».



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