Solo danni collaterali, la ‘mala’ magistratura in un romanzo

PIER BRUNO COSSO ‘SOLO DANNI COLLATERALI (ED MARLIN, PP 256 – 15,00 EURO) Un onesto medico di famiglia e il delirio d’onnipotenza di un magistrato che lo trascina in un inferno giudiziario. Nel pieno del caso Palamara, arriva in libreria “Solo danni collaterali”, quarto romanzo di Pier Bruno Cosso, ispirato a una storia vera e all’inferno giudiziario di cui cade vittima il protagonista . Tema che non ha mai smesso di interrogare le coscienze, ancor più a ridosso del 37/o anniversario dell’arresto, ingiusto, di Enzo Tortora, il 17 giugno 1983, al quale solo quattro anni più tardi, a pochi mesi dalla morte, sarebbe stato restituito l’onore perduto.
    “La vicenda attuale di Palamara e la sua espulsione dall’Associazione Nazionale Magistrati – dice oggi Cosso – dimostrano, in linea con quello che accade al protagonista del mio romanzo, quanto sia necessario rafforzare i contrappesi rispetto al potere giudiziario. Una minoranza di giudici si ritiene al di sopra delle leggi ed è un pericolo per la democrazia. Il prezzo altissimo dell’ingiustizia lo paga solo il perseguitato incolpevole perché il giudice in Italia, e questo è un tema su cui si dibatte da tempo, non risulta perseguibile per il suo cattivo operato. I magistrati più sensibili ne sono consapevoli. ‘Solo danni collaterali’ stimola la riflessione in questo campo”.
    Al centro, due mondi che si scontrano: un magistrato e la sua vittima occasionale. La vicenda, ambientata in Sardegna, inizia con il protagonista buttato giù dal letto all’alba di un sabato mattina. Subisce una lunga perquisizione, senza spiegazioni e senza rispetto. Privato della libertà, del lavoro, dello stipendio e infine degli affetti familiari, il medico, aiutato da un’amica giornalista, si lancia così in un’indagine serrata per comprendere l’origine delle accuse infondate che lo perseguitano. (ANSA).
   


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