Sondaggio, Lega prima al 24% e Pd in calo. Sale Fratelli d’Italia

La fase post emergenza sanitaria conferma lo scenario politico degli ultimi mesi. In testa a tutti i sondaggi c’è sempre la Lega che, nonostante il calo (-0,3%), raccoglie il 24% delle preferenze. Insegue, ma perde punti, il Pd di Zingaretti con il 20,4% (-0,8%). Terza posizione per il M5S che cresce dell’1,3% al 18%, mentre continua la scalata di FdI ora al 16,3% (+ 0,1%). Lieve calo di FI che si ferma al 7,2% (-0,2%).

Tra le forze minori, il sondaggio del Corriere della Sera, registra un aumento di Azione di Calenda che passa dal 2,2% al 2,8% e di Sinistra italiana-Articolo1 che passa da 1,8% al 2,3%. In flessione il partito di Matteo Renzi: Italia Viva perde punti e cala al 2,9%.

Nel complesso, i tre partiti del centrodestra mantengono il vantaggio sull’attuale maggioranza di centrosinistra: la coalizione tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si attesta al 47,5% mentre le forze giallorosse si fermano al 43,6%. Si riduce il vantaggio delle opposizioni sulla maggioranza (da 5,2% a 3,9%), ma il centrodestra continua a mantenersi in testa. Resta però ancora alta la percentuale di italiani astenuti/indecisi: il dato raggiunge ora il 43,7%, un numero molto elevato (e sempre in crescita) che corrisponde a circa 22 milioni di elettori.

Come riposta il Corriere, sulla base della platea di quanti si recherebbero alle urne se si votasse oggi (poco più di 28 milioni di elettori), al netto dell’errore campionario, la Lega otterrebbe 6,8 milioni di voti (2,3 milioni in meno rispetto alle Europee), il Pd 5,7 milioni (in flessione di circa 300 mila voti), il M5S 5,1 milioni (in aumento di poco più di 500 mila voti), FdI 4,6 milioni (in aumento di 2,9 milioni) e Forza Italia 2 milioni (in flessione di poco più di 300 mila voti).

Va inoltre sottolineato che in pochi sono a conoscenza del prossimo appuntamento alle urne. Il 20 e 21 settembre, si voterà il referendum sul taglio dei parlamentari e per eleggere i sindaci di centinaia di comuni e decine di capoluoghi di provincia. Inoltre, saranno eletti anche sei presidenti di regione (Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia). A questo proposito, solo uno su quattro (28%) è a conoscenza del fatto che nei prossimi mesi si terrà un referendum costituzionale. Quanto agli orientamenti di voto, quasi uno su due (46%) voterebbe per confermare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, il 10% voterebbe contro, il 20% si asterrebbe e il 24% non si esprime.



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