Stop al governo Conte e firme pro Cavaliere: centrodestra in piazza

Roma. In piazza per dire no al governo Conte, denunciare l’incapacità dell’esecutivo di gestire l’emergenza economica, accendere i riflettori sulle grandi manovre in corso sulla legge elettorale, ma anche come nel caso di Forza Italia dare sostanza alla raccolta firme per la nomina di Silvio Berlusconi a senatore a vita.
I partiti del centrodestra si ritrovano questa mattina a Roma alle 10 – un orario scelto per limitare gli effetti del solleone – in piazza del Popolo per un’altra manifestazione contro il governo. Dopo le prove generali del 2 giugno, questa volta gli alleati fanno sul serio e scelgono un «format» più tradizionale, fatto di palco, microfono e di una piazza simbolo come Piazza del Popolo. Torna il comizio, insomma, sotto il titolo-slogan «Insieme per l’Italia del lavoro». Tutto avverrà senza simboli di partito, solo bandiere tricolori. Le restrizioni anti Coronavirus non sono naturalmente svanite. Le regole non consentono, infatti, l’accesso a più di 4.820 persone e in questi giorni sono stati compiuti diversi sopralluoghi proprio per mettere in scena un evento a prova di polemiche in cui il distanziamento sociale sia assicurato.
La scaletta con ogni probabilità vedrà Antonio Tajani in apertura, seguito da Giorgia Meloni, mentre la chiusura sarà affidata a Matteo Salvini. Gli ingressi verranno controllati e contati, verrà misurata la temperatura prima di consentire l’accesso, le mascherine saranno obbligatorie con un buona scorta pronta per chi non le dovesse avere. Ci sarà un unico ingresso da via del Corso e l’uscita da piazzale Flaminio. «Vogliamo che tutto funzioni, ma che la mascherina non diventi un bavaglio per la democrazia», dice Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia. «Questo esecutivo Pd-grillini – attacca Maurizio Gasparri – ha devastato l’Italia peggio del virus, contrastarlo è un dovere». La Lega, invece, unirà alla manifestazione romana una mobilitazione sul territorio con quasi 2mila gazebo da Nord a Sud per firmare tre proposte: lo stop alle cartelle di Equitalia; al ritorno dei vitalizi e alla sanatoria degli immigrati clandestini.
L’altro tema che risuonerà sarà quella della legge elettorale. Pd e M5S vorrebbero calendarizzare un testo a fine mese alla Camera, l’idea è di smontare la quota maggioritaria e disinnescare il rischio di una vittoria del centrodestra. Matteo Salvini grida alla «follia», al solo pensiero che «durante l’emergenza la priorità sia la legge elettorale». E Roberto Calderoli avverte la maggioranza: «Al Senato non avete i numeri». La stessa Forza Italia spedisce un avvertimento alla maggioranza. «Spiace ricordarlo al Pd, ma le leggi elettorali fatte per accordo di maggioranza non portano molta fortuna. Davvero il Pd vuole imbarcarsi in un tête-à-tête con l’affidabilissimo Movimento Cinquestelle per portare in Parlamento, alla vigilia del generale agosto, una legge elettorale proporzionale degna della Prima Repubblica, prima ancora che sia celebrato il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari? Auguri!», dice Mariastella Gelmini. E Marco Marin aggiunge: «Il centrodestra sarà in piazza per ricordare i progetti che attueremo quando il centrodestra tornerà al governo. Sarà così appena gli italiani potranno tornare a scegliere con il voto. E a tale proposito è bene ricordare subito alla sinistra che è maggioranza in Parlamento, ma non nel Paese e che in democrazia le regole del gioco si scrivono tutti insieme senza tentare di costruirsi regole fatte a loro misura».



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