“Tagli ok, ma secondo diritto. Tanti grillini mi danno ragione”

Avvocato Maurizio Paniz, sui vitalizi aveva ragione lei e adesso sono tutti contro di lei. Ho come l’impressione che le serva un avvocato.

«Non ho paura di loro. Da Zingaretti a Salvini passando per il M5s. Dalla mia ho il diritto. Sono partito da zero. A forza di fatica mi sono fatto da solo e cerco di vincere le cause che affronto». (Tra i suoi successi: è riuscito a far scagionare il presunto Unabomber, assolvere Alberto Tomba che guidava con la sirena. È avvocato, tra gli altri, di Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica).

Ha cominciato nel 2018 patrocinando i ricorsi degli ex parlamentari per ripristinare i vitalizi. Ieri la commissione contenziosa del Senato ha annullato i tagli riconoscendo le sue ragioni. Il M5s chiede la sua testa. Preoccupato?

«Mi inseguivano già da prima. Ho ricevuto minacce, ma fa parte del mestiere. La pronuncia di ieri è solo la prima tappa, il primo grado. Non è finita. Siamo tanti e abbiamo ragione. Lo dimostreremo ancora una volta. Se serve ricorreremo fino alla Corte di giustizia europea».

Di quanti uomini, anzi, ex parlamentari dispone?

«Da quando in maniera ottusa, calpestando regole, buon senso, è stato deciso di tagliare i vitalizi, quasi mille parlamentari mi hanno chiesto di difenderli».

Leggo dalle bacheche 5s che «è tornata la casta» e poi «vergogna». Siete additati alla folla come i parassiti d’Italia. Come ci si sente?

«Io vorrei sapere quanti di coloro che, ingiustamente, ci accusano hanno versato per l’emergenza Covid. Noi ex parlamentari abbiamo donato 150mila euro di tasca nostra. La verità è che si è sempre benpensanti, ma con la tasca degli altri. Non mi risultano loro donazioni».

Dicono che la commissione si è riunita a tarda sera. Blitz notturno. Vi siete mossi con il favore delle tenebre?

«Ma quale notte? Questi non solo non conoscono i principi del diritto, ma sono incapaci perfino di distinguere la luce dal buio. Erano le 15,30 quando la commissione è stata convocata».

Perché avete ragione voi e torto loro?

«Per tre motivi sanciti dalla Consulta. I diritti acquisiti non si possono toccare, i tagli non possono essere retroattivi e non si può intervenire solo su una categoria. Hanno tagliato fino all’86 per cento del trattamento pensionistico. Ho visto cose…».

Racconti agli umani.

«Ricordo la telefonata di un ex parlamentare che è stato messo alla porta dalla casa di riposo. Aveva 96 anni. Singhiozzava. È questa la democrazia?».

Non serviva una stretta?

«Quando il governo Monti ha provato a tagliare gli stipendi dei magistrati, la categoria si è opposta e ha vinto. Si può tagliare, ma non con il populismo o con la furia selvaggia, oltrepassando la legge. Suggerisco di guardare altrove: perché non parliamo delle baby pensioni o di Luigi Di Maio?

Che avrebbe fatto?

«Nel suo viaggio in Svizzera è stato scortato da otto automobili. Dico otto. E poi ministri che si recano a Dubai con voli in business class. Gli stipendi di Rocco Casalino…».

La pandemia, la crisi economica. Da qualche parte si deve recuperare denaro.

«E credono di risolvere sottraendo i contributi che abbiamo regolarmente versato? Sono d’accordo che abbiamo altri guai. Gli italiani chiedono posti di lavoro, altro che vitalizi».

Ma lo ha spiegato ai Cinque stelle?

«Sono tanti quelli che in segreto riconoscono che ho ragione io».

Li conosce. In passato è stato infatti anche lei deputato. Dopo questo trionfo tornerà in politica?

«C’è un tempo per ogni cosa. Mi è bastato».

Dal loro ingresso in parlamento i Cinque stelle sono cambiati. Non è che si rivolgeranno a lei, pure loro, per farsi assegnare i vitalizi che hanno provato a tagliare?

«Sono sicuro che finirà così. Dico di più. Tutti, al compimento dei 65 anni, percepiranno il vitalizio. Vedrete. Si tratta solo di attendere. A quarant’anni si urla. A sessanta si diventa saggi. Li aspetto, la porta del mio studio è sempre aperta».



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