Ubi boccia l’ops, ci sottovaluta. Intesa, parola al mercato

Il cda di Ubi Banca boccia l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo, ritenendola “non conveniente” per i suoi azionisti. La lista delle critiche contenute nel comunicato dell’emittente, approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione, parte dalla valorizzazione di Ubi da parte di Intesa, che “non riflette” il “reale valore” della banca guidata da Victor Massiah “e penalizza gli azionisti di Ubi Banca rispetto” a quelli di Ca’ de Sass.

“La prospettiva che offriamo, diversamente da quanto sottolineato nel comunicato – ribatte invece in serata l’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina – è di essere parte di un importante progetto che avrà nella creazione di valore per tutti gli stakeholder – azionisti, management, dipendenti, clienti”. Inoltre contribuirà allo sviluppo delle aree interessate. La parola – aggiunge – ora passa al mercato.

Per Ubi, invece, gli azionisti di Intesa si approprieranno del 90% dei 3,2 miliardi di sinergie prodotte dall’integrazione, e rileveranno i titoli Ubi con uno sconto di 1,1 miliardi di euro rispetto alla mediana delle valutazioni degli advisor di Ubi. Ma l’adesione all’ops costituisce anche “una rinuncia” al valore che Ubi “potrebbe realizzare qualora rimanesse un’istituzione autonoma e indipendente”. Tra le ragioni per esprimere la propria opposizione all’Opv anche l’obiettivo di “eliminare un concorrente” così da “rafforzare la posizione” di Intesa “in Italia senza modificarne “il posizionamento europeo”.

Con la valutazione del cda di Ubi, l’operazione può approdare sul mercato: da lunedì e fino al 28 luglio i soci della banca dovranno decidere che cosa fare delle loro azioni.


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