“Una miracolata da bocciare…” ?Ecco chi è davvero la Azzolina

Concorsone sì, classi-pollaio no, plexiglass in forse fino all’ultimo. Il ministro Lucia Azzolina, dal giorno della sua nomina, si è fatta notare soprattutto per le sue numerose gaffe e ha suscitato polemiche la scelta di non riprendere le lezioni prima di settembre.

“Una miracolata da bocciare”

Da insegnante a ministro dell’Istruzione in soli due anni. Originaria di Siracusa, la Azzolina entra alla Camera nel marzo 2018 dopo essere stata candidata nel collegio di Biella, città dove insegnava dal 2014. “Devo tutto alla scuola e il mio amore per essa deriva anche da questo. Ho deciso, dopo la prima laurea in Storia della Filosofia, di impegnarmi subito per realizzare il mio sogno: fare la docente. Dopo due anni di scuola di specializzazione mi sono trasferita, ho lasciato i miei affetti. All’inizio piangevo: poi ho costruito pezzo dopo pezzo la mia vita, cambiando due volte città pur di insegnare”, dichiarava la Azzolina, appena nominata sottosegretario al Miur nel settembre 2019. Una carriera politica a dir poco fulminea. “È una miracolata perché è stata eletta col ‘sistema dei resti’ diversi giorni dopo il 5 marzo. È divenuta sottosegretaria solo perché era nemica della Lega e del governo gialloverde e ha avuto la fortuna che Lorenzo Fioramonti si è dimesso”, ha detto a ilGiornale.it il deputato leghista Paolo Tiramani, sindaco di Borgosesia a cui la Azzolina ha impedito l’uso degli edifici scolastici di proprietà di ministero per avviare il suo progetto di assistenza ai bambini dei genitori che rientravano a lavoro. “Anche quando era un deputato semplice non sono mai riuscito a parlare con lei, nonostante provenga dal mio stesso territorio, in quanto persona arrogante e altezzosa”, aggiunge il deputato leghista che definisce il ministro “una miracolata da bocciare”.

I disastri durante il lockdown

Sin dal suo insediamento al dicastero dell’Istruzione, la Azzolina si è contraddistinta per le polemiche che l’hanno investita. Prima è stata accusata di aver copiato la tesi di laurea, poi, una volta terminato il lockdown, ha tergiversato sul ritorno in classe demandando la decisione finale al Comitato tecnico-scientifico. Risultato? Solo i maturandi sono tornati tra i banchi di scuola per sostenere gli esami orali. “Negli ultimi mesi ad essere inadeguata non è stata tanto la Azzolina, ma l’intero governo”, ci dice Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera. “Studenti e famiglie sono stati abbandonati, la didattica a distanza non ha funzionato, non hanno avuto il coraggio di riaprire le Aule per le ultime settimane di lezione e adesso, di fatto, manca ancora un piano per la ripartenza di settembre”, attacca l’ex ministro del Miur del governo Berlusconi. Tra mille polemiche, però, il ministro Azzolina ha trovato la forza per opporsi (inutilmente) al finanziamento delle scuole paritarie. Ma non solo. Ha insistito perché, nonostante l’opposizione di una parte di Pd e LeU, si svolgesse il concorsone per la stabilizzazione dei docenti precari. In Transatlantico c’è chi maliziosamente ci ricorda che la grillina sia una grande amante dei concorsi: “Lei è diventata preside mentre era deputata. In quel periodo, in realtà, non faceva la parlamentare, ma trascorreva tutto il tempo a studiare”, ci dicono. Ora che il tempo stringe e la politica dovrebbe prendere il posto delle polemiche, ecco che il ministro viene commissariato. “Si sono persi mesi importanti, nei quali si potevano adeguare gli istituti e si potevano prendere contromisure per garantire la sicurezza. Nulla di tutto questo è stato fatto. E adesso il governo decide di commissariare la Azzolina con Domenico Arcuri, quello del disastro mascherine. Una nuova calamità per i nostri ragazzi”, attacca ancora la Gelmini.

Le critiche del mondo della scuola

Le critiche non arrivano solo dalle opposizioni, ma anche dal mondo della scuola. “Le linee guida finalmente ci sono, ma sono solo panoramiche, mentre noi ci aspettiamo che ci siano indicazioni più precise”, ci dice Mario Rusconi, presidente dell’associazione presidi Roma e Lazio che, a tal proposito, aggiunge: “Il Comitato tecnico-scientifico in questi giorni ha detto che la distanza tra i banchi deve essere di un metro statico, mentre se i ragazzi si muovono è importante che indossino la mascherina. Ma non c’è ancora nulla di definito”. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica “non è stato fatto nulla, soprattutto nel Centro-Sud. Il Lazio, la Campania e la Sicilia sono molto indietro da questo punto di vista”, ci conferma il presidente dell’ANP di Roma e Lazio. “C’è un ritardo consistente, soprattutto in alcune Regione come il Lazio, da parte degli enti locali che sono proprietari dei locali scolastici e, in quanto tali, dovrebbero fornire i materiali, e dare gli incarichi alle ditte per fare i lavori di ‘edilizia agile’”, spiega Rusconi che sottolinea: “Se si rompe un tubo, il preside non può chiamare l’idraulico perché deve farlo il proprietario dell’edificio”. Secondo Rusconi “il Covid è una specie di grande pettine nei cui denti si stanno raggruppando nodi che si sono conglomerati da almeno 30 anni: l’edilizia scolastica, le classi-pollaio, la mancanza di device…Tutte cose che noi presidi abbiamo sempre denunciato e che i governi hanno fatto finta di non sentire o vedere”.



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