Un’altra presa in giro di Conte. Si rimangia già il taglio dell’Iva

Torna in auge il tema iva, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte tocca nuovamente durante un’intervista concessa all’emittente televisiva spagnola Nius, inserendolo in un discorso più ampio nel quale analizza la questione della riforma del fisco e delle tasse.

“In Italia abbiamo un problema”, esordisce il premier, come riportato da “AdnKronos”. “La riforma più organica del fisco risale a 50 anni fa, oggi la disciplina fiscale è iniqua e inefficace. Dobbiamo intervenire per riformarla, digitalizzare tutto e riordinare tutto perché abbiamo tante contribuzioni, agevolazioni, deduzioni”.

Solo dopo questi interventi, aggiunge Conte, sarà possibile operare direttamente anche sulle tasse. “Alla fine, quando andremo a intervenire razionalizzando, potremo anche alleggerire, per quanto di ragione, la pressione fiscale.

Altro problema di fondamentale importanza è il rilancio econimico del paese e le ripartenza dei consumi, ma il presidente del Consiglio si dice certo di aver trovato la formula giusta. Un percorso che non può prescindere dalla riduzione dell’iva, inizialmente tanto sbandierata dal premier e poi ridotta ad una soluzione percorribile unicamente se affiancata alla sua idea di lotta al contante. Stiamo, ovviamente parlando del tanto decantato “cashless”, che Conte non può non menzionare anche dinanzi alle telecamere spagnole.

“In Italia c’è dibattito sull’ipotesi di abbassare l’Iva per far ripartire l’economia”, spiega ai due giornalisti dell’emittente iberica. “La situazione è di tale incertezza che non c’è un’unica misura su cui puntare. Anche l’Iva può essere una soluzione”.

Il presidente del Consiglio, però, ritiene impossibile procedere come fatto dalla Germania, a causa del costo elevato che un rimedio del genere potrebbe avere. “Abbassare l’Iva è molto dispendioso. Farlo come ha fatto temporaneamente la Germania richiede uno sforzo economico notevole. Può servire a far ripartire i consumi. Ma l’ipotesi cui stiamo lavorando è collegare un lieve abbassamento dell’Iva, semmai temporaneo, a pagamenti digitali, per cui chi paga con moneta elettronica può beneficiare di un piccolo sconto.

Insomma il solito discorso del “premio cashless”, riconosciuto a tutti quei commercianti che richiedono i pagamenti con carte: un abbassamento temporaneo dell’Iva che sarebbe pari al 10%. Una soluzione ancora in via di realizzazione che dovrebbe partire da settembre e fino almeno alla fine del 2020, come già trapelato nei giorni scorsi.

“Questo incentiverebbe molto i pagamenti digitali con la conseguenza che potremo recuperare un’economia in parte sommersa”, conclude il premier, “per cui tutti pagano le tasse, tutti pagano meno”.



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