“Usa sempre la questione soldi” Ecco i titoli di coda di Toninelli

Gaffe, posizioni discutibili e proposte sconvolgenti fino ad arrivare agli insulti di pochi giorni fa. L’ex ministro Danilo Toninelli è infatti tornato a far parlare di sé per un’accesa discussione in un bar di Roma. L’esponente dei 5 Stelle si è rivolto duramente a un gruppo di ragazzi, che aveva provato a chiedere spiegazioni sull’alleanza col Partito democratico. Il grillino ha risposto infuriato: “Pensatela come ca*** volete voi. Siete qui per aggredirmi e dire cazzate“. Parole che testimoniano la crisi di identità dei pentastellati, sempre più lontani dai cittadini. Poi l’esponente pentastellato spiega in un video perchè ha replicato in malo modo ai contestatori. Ma chi è Toninelli e qual è la sua evoluzione politica?

L’ingresso nei 5 Stelle

Toninelli aderisce al Movimento 5 Stelle nel 2009 fondando il meetup di Cremona, sua zona di origine. L’esponente grillino viene attratto dalle tematiche ambientaliste ed energetiche di Beppe Grillo ma i suoi primi passi in politica non sono incoraggianti. Si candida come consigliere in due distinte votazioni ma non viene eletto. Prima alle regionali del 2010 in Lombardia ottiene 84 voti e poi alle comunali del 2012 a Crema raccoglie solo 9 voti. Nel 2013 viene eletto deputato. Fino al 2015 in Parlamento è vicepresidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e poi anche membro del Comitato permanente dei pareri e della Giunta per il regolamento sempre della Camera. Alle politiche del 2018 viene eletto senatore grazie alla quota proporzionale della legge elettorale e a fine maggio dello stesso anno viene nominato da Conte come ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Gli scontri con Salvini

I suoi rapporti con Matteo Salvini non sono di certo idilliaci. Come dimostra il botta e risposta a distanza a inizio agosto del 2019. In un primo momento il leader della Lega lo definisce “non all’altezza” di fare il ministro delle Infrastrutture. L’esponente grillino non perde occasione per replicare pesantemente all’ex titolare del Viminale, apostrofandolo come “polemizzatore quotidiano” e “nano sulle spalle dei giganti che lavorano”. Toninelli sminuisce il lavoro di Salvini alla guida del ministero degli Interni, definendolo un incarico non complicato come il suo o quello del collega Di Maio.

Un’altra uscita infelice è poche settimane dopo sui 107 migranti rimasti fermi molti giorni a bordo della ong spagnola Open Arms al largo di Lampedusa. Anche in questo caso il senatore pentastellato si lancia all’attacco del leader leghista ritenuto responsabile del fatto che l’Unione europea voltasse le spalle all’Italia su questa vicenda e che il nostro Paese avesse indebolito il suo ruolo in Europa.

I no alle infrastrutture

Toninelli, così come il Movimento 5 Stelle, è da sempre contrario all’Alta velocità tra Torino e Lione. Lo conferma quanto avvenuto a fine luglio 2019 quando arriva l’ok alla Tav dal ministero dei Trasporti, nonostante manchi la firma dell’allora ministro grillino sulla lettera diretta a Bruxelles. E pensare che pochi giorni prima Conte sconfessa pubblicamente la posizione di Toninelli. In un video il premier sottolinea che per l’Italia costerebbe di più bloccare l’opera piuttosto che realizzarla.

In tema di infrastrutture, ci sono poi alcuni svarioni di Toninelli. Come quello a inizio agosto dello scorso anno quando in un video mostra di aver sbloccato i fondi per continuare i lavori dell’autostrada Cuneo-Asti. Peccato che fa vedere le foto dei tratti dell’opera dove i cantieri non riapriranno. Alcuni mesi prima, l’ex ministro auspica che l’autostrada del Brennero torni pubblica, dimenticando che l’A22 è già in mano per oltre l’80% a enti pubblici. La questione era invece di dare una concessione interamente pubblica all’Autobrennero. A ottobre 2018 dichiara alla commissaria Ue Violeta Bulc che molti imprenditori utilizzano il tunnel del Brennero ma in realtà la galleria è ancora in costruzione.

Infine, il capitolo ponte Morandi. Un anno fa l’allora ministro non è presente alla demolizione degli ultimi piloni dell’opera, crollata il 14 agosto 2018. Il pentastellato ne aveva gestito l’emergenza e fin da subito aveva chiesto la revoca della concessione ad Atlantia, la società di proprietà della famiglia Benetton che gestiva quel tratto autostradale. La Lega invece non vedeva di buon occhio l’apertura di una vertenza legale con Autostrade.

L’odio per la sanità privata

Un’altra uscita inopportuna è quella sulla sanità lombarda a metà marzo, all’inizio dell’emergenza coronavirus. “La parte privata non sta ancora facendo la sua parte e lo Stato glielo deve imporre” accusa il grillino, il quale propone di andare a occupare i posti letto delle terapie intensive delle cliniche private. “Se serve – minaccia il pentastellato – li requisiamo quei posti letto lì”. I 5 Stelle si scagliano immotivatamente contro la sanità privata, dimenticando gli sforzi compiuti dal sistema lombardo per contrastare l’epidemia.

Il pensiero degli ex grillini

Cosa pensano gli ex grillini del senatore pentastellato? Secondo Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia, “da quanto osservato nel comportamento di Toninelli, direi che sono diventati una casta”. Commentando il video che ha visto protagonista l’ex ministro, Rizzetto sottolinea il fatto che un politico possa essere attaccato. “Il problema di base rispetto al ragionamento di Toninelli sulla casta – precisa l’esponente di Fdi a ilgiornale.it – è che non si può essere così spocchiosi nei confronti di persone che ti chiedono legittimamente perché i 5 Stelle hanno fatto un governo col Pd. Bisogna invece saper rispondere a tono ma in modo educato”. Secondo Rizzetto, “Toninelli mette sempre di fronte al fatto compiuto la questione dei soldi”, facendo passare il ragionamento per cui “in Italia basta che tu restituisca parte dello stipendio e quindi sei legittimato nel dire al tuo interlocutore quello che vuoi. Penso che questa sia la sconfitta della politica degli ultimi anni”.

Matteo Dall’Osso, deputato di Forza Italia, evidenzia che “chi di populismo ferisce, di populismo perisce!”. Secondo il forzista, “il Movimento è diventato casta prima di Toninelli quando hanno messo nelle cariche importanti delle persone amiche, senza curriculum – sottolinea a ilgiornale.it -. Sono diventati casta quando si sono insediati al governo senza avere esperienza”. E fa l’esempio del senatore grillino nominato ministro senza avere la competenza per farlo. Dall’Osso dice che Toninelli “si è arrabbiato per niente. Senza portare argomentazioni, ha detto di essere stato attaccato con parolacce. Mi ha lasciato amareggiato e allo stesso tempo mi fa pensare che ho fatto la scelta giusta quando li ho abbandonati perché non hanno pensato ai disabili”. Per il deputato di Fi, “come uomo è una brava persona. Quando ci frequentavamo, eravamo amici. Se lo incontro adesso, lo saluto. Non mi ha mai trattato da disabile”.

Il parere dei sondaggisti

L’ultimo episodio che ha visto protagonista l’ex ministro influisce sull’indice di gradimento dei 5 Stelle? Renato Mannheimer sottolinea che “i militanti 5 Stelle sono solidali con Toninelli, in particolare se hanno visto la sua difesa. Inoltre – precisa l’esperto a ilgiornale.it -, l’ala movimentista dei grillini potrebbe avere avuto un sussulto di orgoglio dal fatto che lui si è ridotto lo stipendio, dimenticando le innumerevoli gaffe ed errori quando era ministro”. Il sondaggista aggiunge che anche l’ala governativa potrebbe avere una scossa di identità, se ha ascoltato le parole con cui il senatore grillino spiega le motivazioni del suo comportamento. In vista degli Stati generali del Movimento, Mannheimer ritiene che questo episodio “potrebbe non danneggiare la sua figura”.

Maurizio Pessato di Swg dice che si tratta di “uno dei tanti piccoli casi che fanno vedere la difficoltà dei 5 Stelle ad avere un modo complessivo di porsi rispetto alle istituzioni e ai cittadini”. Ma secondo l’esperto, l’incidenza di quanto avvenuto “è molto limitata”.



Fonte originale: Leggi ora la fonte