Uva “Champions con pubblico? Si farà il possibile”

(ANSA) – ROMA, 27 GIU – “Penso che sia il sogno di qualsiasi
tifoso vedere un evento da vivo, perché lo sport è nato così.
    Però è chiaro che mancano ancora due mesi, quindi si sta
monitorando e penso che si farà di tutto, rimettendosi a quelle
che sono le decisioni dei governi nazionali”. Il vice presidente
dell’Uefa, Michele Uva, intervenendo a Dribbling su Rai due,
lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di vedere un po’
di pubblico sugli spalti nella fase finale della Champions e
dell’Europa League. Gare che, pubblico o meno, si giocheranno
negli orari “consueti delle partite della Champions, varieranno
fra le 20:45 e le 21:00”.
    Liverpool-Atletico Madrid giocata invece con i tifosi è
finita sul banco degli imputati, quando già il virus stava
diventando pandemia. “La UEFA non può intervenire per quanto
riguarda la chiusura o meno dell’accesso del pubblico agli stadi
– ha spiegato Uva -. Può essere solo per un aspetto di natura
disciplinare che in questo caso non c’era. Il governo inglese in
quel momento dava la possibilità di giocare con il pubblico,
quindi la UEFA non poteva svolgere nessuna attività che fosse
diversa da quella del governo nazionale”.
    Quanto al progetto della Super-Champions proposto dall’ECA,
il numero due della Uefa sottolinea che “i campionati nazionali
sono l’essenza del calcio, sono quelli che danno sostentamento,
vita alla passione di milioni di persone. Quindi rimangono
stabili, solidi, giocati nei weekend e non toccabili. È normale
che il prodotto Champions è un qualcosa che va sempre studiato
perché è giusto che sia così”.
    L’11 giugno 2021 partirà il primo Europeo itinerante. “Oggi
siamo assolutamente conviti che la formula sia quella giusta, si
parte da Roma dallo stadio Olimpico e si arriverà a Wembley –
spiega Uva -. È una formula che ci permette comunque massima
flessibilità, ma per oggi non è assolutamente all’ordine del
giorno un piano B o un piano C perché siamo certi comunque che
questa formula ci dia ancora più margine di garanzia rispetto ad
un Europeo giocato in unico paese”. (ANSA).
   


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