Welfare: Regione E-R vara supporto per ‘hikikomori’

(ANSA) – BOLOGNA, 17 SET – Si chiamano ‘hikikomori’, un
termine giapponese che significa ‘isolarsi’ e che indica quelle
persone che si sono ritirare socialmente, senza né studiare, né
lavorare, ma anche evitando i rapporti con gli altri: una
situazione sempre più diffusa che il lockdown ha aggravato. La
Regione Emilia-Romagna ha stanziato dei fondi per il loro
sostegno: fanno parte, infatti, di un fondo da 6,3 milioni
appena varato dalla giunta, che mette al centro in particolare
asolescenti e predadolescenti.
    Contributi che serviranno a dare risposta ad esigenze
concrete, come il pagamento delle utenze domestiche, buoni
spesa, percorsi individualizzati contro l’abbandono scolastico e
di supporto ai giovani cosiddetti Hikikomori. Sono destinati ai
Comuni per rafforzare gli interventi e i servizi sociali del
territorio, in base alle esigenze e alle priorità. Di questi, 4
milioni sono finalizzati a supportare le persone in situazioni
di fragilità e precarietà impreviste, come forme di
indebitamento e perdita di posti di lavoro che in alcuni casi
hanno aggravato condizioni critiche preesistenti, mentre un
milione e mezzo sarà destinato a un nuovo programma finalizzato
a contrastare la povertà minorile, educativa, relazionale di
preadolescenti e adolescenti in condizione di fragilità, che
maggiormente abbiano risentito dell’isolamento sociale e della
distanza fisica di questi mesi, attraverso il finanziamento di
progetti specifici I fondi, ha spiegato Elly Schlein, vicepresidente della
Regione, offriranno “ai Comuni strumenti più flessibili per fare
fronte alle diseguaglianze in aumento e contribuire a
risollevare una comunità senza dubbio molto provata dagli
effetti della pandemia. La Regione porta così ad oltre 55
milioni la dotazione del Fondo sociale regionale. È il nostro
modo per sostenere i sindaci e i servizi di tutto il territorio
in questo importante sforzo destinato a non lasciare nessuno
indietro, pur consapevoli che non sarà una sfida facile nei
prossimi, complicati mesi”. (ANSA).
   


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